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martedì 1 dicembre 2009

“LO SDOGANATORE DI DITTATORI” Prima Gheddafi, ora Lukashenko: Berlusconi e la ragion di business....

di Giampiero Calapà
  Dopo Putin e Gheddafi, la politica estera italiana approda anche in Bielorussia. Fatta salva la ragion di Stato, pare che il premier Silvio Berlusconi abbia una certa facilità all’amicizia con i tiranni. Per l’ex ministro al Commercio internazionale, la senatrice radicale Emma Bonino, questo governo è impegnato nello “sdoganamento dei dittatori” con “misteriosi viaggi all’estero”. Tanto che il sottosegretario Paolo Bonaiuti attacca: “La Bonino si consoli, non c’entra nulla Agatha Christie. Si parla dei principali temi dell’agenda mondiale”.    Appunto. Senatrice Bonino, che messaggio arriva alle segreterie di Stato delle altre    nazioni del Patto atlantico?      Magari fossimo ancora allo stadio dei “messaggi”, perché lo sdoganamento di dittatori da parte di Berlusconi è ormai universalmente noto. Tant’è che Lukashenko stesso ha detto di non credere che “Silvio mi chiederà garanzie democratiche”: lo conosce bene evidentemente. E il governo italiano è stato particolarmente attivo a Bruxelles nel chiedere di eliminare le sanzioni   contro la Bielorussia. La nostra politica estera, se così vogliamo chiamarla, è soprattutto totalmente opaca e non rende conto a nessuno qui in Italia. Peccato che il nostro più grande partito d’opposizione non sembra preoccuparsene più di tanto”.    Se lei fosse il ministro degli Esteri, in visita in Bielorussia cosa chiederebbe a Lukashenko?    No guardi, una visita bilaterale non sarebbe neppure ipotizzabile. Semmai si potrebbe immaginare qualche iniziativa solo in un contesto concordato e condiviso a livello multilaterale o europeo.      Da un dittatore all’altro. Gheddafi viene spesso e volentieri a Roma. L’Italia, compresa la sinistra dei D'Alema, stringe con lui patti sulla sorte dei migranti. La Libia è un partner credibile e serio per governare insieme una questione così delicata?    I Radicali sono stati tra i pochi in Parlamento a opporsi a questo accordo grottesco. Non mi pare che Gheddafi abbia alcuna intenzione di occuparsi del fenomeno dell’immigrazione, se non nel peggior modo possibile, modo di cui ci giungono solo gli   echi perché l’Onu non può operare in Libia. L’unico risultato concreto di questa politica è che Gheddafi ormai a Roma è di casa, con tanto di sceneggiate con le hostess a pagamento. Grazie anche a D’Alema, non c’è dubbio.    Come giudica l’attuale inquilino della Farnesina, Franco Frattini?    Non è una questione di persone: esprimo giudizi politici su aspetti importanti della politica estera. Su altri aspetti, per esempio nella campagna internazionale contro le mutilazioni genitali   femminili, il livello di cooperazione è intenso e positivo. E, con buona pace di Paolo Bonaiuti, conoscere e discutere i capisaldi di una politica non dovrebbe esser ritenuto reato di lesa maestà.    La Svizzera ha deciso: niente minareti. E la Lega lancia la proposta di mettere la croce nel tricolore. Mandiamo i leghisti in Svizzera o costruiamo qualche moschea in più?    Se non ricordo male Bossi del tricolore voleva fare ben altri usi. Purtroppo la Lega non riesce mai a dare risposte equilibrate, neppure se si tratta di una decisione che riguarda gli svizzeri.   Anche stavolta cavalca le paure per ottenere facili consensi. I minareti sono parte integrante delle moschee, sarebbe come costruire una chiesa senza campanile. Se la proliferazione delle moschee è per loro fonte di preoccupazione allora dovrebbero preferire di gran lunga che ciò avvenga alla luce del sole. Ma consentire la libertà religiosa per poi vietarne i segni esteriori è perlomeno ipocrita. (Il Fatto Quotidiano)  
  Alexandr Lukashenko, 56 anni (FOTO ANSA)

mercoledì 25 novembre 2009

Tremonti e la Finanziaria che non c'e'...

24 Novembre 2009




I ministri del Governo Berlusconi sono sul piede di guerra per i tagli inflitti ai loro dicasteri. Urlano e strepitano contro il collega dell’Economia. In realtà, è tutta una pantomima, un’ipocrita gioco delle parti. Il bastone del comando ce l’ha in mano Giulio. E’ lui che apre e chiude i cordoni della borsa e tutto è già stato deciso. Agli altri non resta che fingere di essere indignati.
E’ avvilente dover constatare che la politica economico-finanziaria di questo Governo si riconferma essere solo una politica di tagli, che colpisce nel mucchio, senza andare a distinguere il grano dalla gramigna.
Si taglia sulla sicurezza. A fronte dei 3 miliardi di euro soffiati alle forze dell’ordine negli ultimi tre anni, si ridà loro 100 milioni, una colossale presa per i fondelli.
Si taglia sulla giustizia. In tre anni, hanno ridotto del 40 per cento le spese correnti, però di contro pretendono di fare i processi in sei anni.
Si taglia sulla scuola. In quattro anni hanno tagliato 7 miliardi e mezzo di euro, dimezzando i fondi per le università e la ricerca, però di contro parlano di merito e qualità
Le risorse messe in campo dal Governo in questa Finanziaria sono solo di 3 miliardi di euro. Il resto è affidato dal gettito che verrà, se verrà, dallo scudo fiscale. Di sgravi fiscali per i cittadini e le famiglie si parla eccome, anzi si fa solo quello, perché non c’è un soldo vero. Come e quanto sgravare dipenderà dall’andamento dello scudo fiscale, ovvero, da quanti soldi evasi rientreranno in Italia, grazie alla garanzia dell’anonimato e dell’impunità.
Con i soldi che forse verranno, quando e quanto non si sa, il Governo dice che farà di tutto, anzi di più. Rinnoverà il contratto del pubblico impiego, gli incentivi per il risparmio energetico, i fondi per l’Università, per le missioni all’estero, per diminuire le tasse sui lavoratori dipendenti e dei pensionati e la detassazione delle tredicesime. Tutte buone intenzioni, un po’ troppe forse, che, rimarranno tali, se il povero scudo non ce la farà, come è probabile, a coprire tutto. 
Del promesso taglio dell’Irap si è persa ogni traccia. Così come dello sblocco dei fondi per la ricerca, la detrazione fiscale per il risparmio energetico degli edifici, le misure fiscali a favore del lavoro chieste dai sindacati e, infine, le risorse per la sicurezza e la giustizia.
Una cosa colpisce, però, di questa Finanziaria. Tremonti taglia qualunque voce di spesa, paralizza l’attività legislativa del Parlamento perché le leggi in discussione non hanno copertura finanziaria, ignora le legittime esigenze di tante famiglie e delle imprese, ma trova i soldi per rifinanziare la legge Mancia, quel caravanserraglio di onorevoli prebende, con ben 50 milioni di euro. 
Alla faccia della finanziaria leggera e della gravità della situazione economica italiana. Noi non solo chiederemo, così come in passato, l’abolizione di questa scandalosa legge ma presenteremo la nostra Finanziaria che, con responsabilità e realismo, affronterà i reali problemi economici del Paese.

Postato da Massimo Donadi in | Commenti (38)

mercoledì 11 novembre 2009

Giovanardi: chiedo scusa alla famiglia......

ITAGLIA......














«Quando ci sono dei fraintendimenti, soprattutto se offendono la sensibilità di una famiglia, è giusto chiedere scusa»: così il sottosegretario Carlo Giovanardi, intervistato da Barbara Palombelli nel corso della trasmissione «28 minuti» su RadioDue, a proposito della morte di Stefano Cucchi, ha risposto alla domanda se volesse chiedere scusa alla famiglia.

Giovanardi ha però subito aggiunto che "ci tengo a ribadire che è un fatto gravissimo, intollerabile, che per cinque giorni
Stefano non sia stato curato, è entrato in ospedale che pesava 43 chili ed è uscito che ne pesava 36 chili, non è stato nutrito. E la famiglia - ha continuato il titolare delle politiche antidroga - ha ragione a chiedere il motivo per cui non è stata coinvolta. Perchè non sono stati chiamati gli psicologi, perchè i medici non lo hanno curato? Una persona così debole e fragile non è stata aiutata. Questa è la cosa più grave".

"Il resto, percosse o altro - ha concluso - ribadisco che, come Dipartimento e come Presidenza del Consiglio siamo disposti a costituirci parte civile nel processo se dovessero emergere responsabilità di qualche pubblico ufficiale nel corso della vicenda".

(L'Unità)

11 novembre 2009

martedì 10 novembre 2009

Nuovo ordine mondiale......il nome mi ricorda....qualcosa di circa 60 anni fa, "nuovo" come "ordine......".

09/11/2009
   
FRANCO FRATTINI*, SERGHEI LAVROV**

All’indomani della caduta del muro di Berlino, vent’anni fa. Due nuovi concetti si affacciarono nell’agenda euro-atlantica e internazionale: la «casa comune europea» ed il «nuovo ordine mondiale». Due concetti, ancora incompiuti, e comunque tra loro complementari. Un nuovo ordine mondiale, basato sull’interdipendenza e la cooperazione per la soluzione dei problemi comuni, non può fare a meno di una «Grande Europa» dall’Atlantico a Vladivostok. Soltanto una tale Europa, con una visione globale ed obiettivi condivisi da tutti, può essere in grado di garantire stabilità sul nostro continente. Quanto lontani siamo oggi dalla realizzazione di questo progetto, che era stata già annunciato nel pieno della guerra fredda da Charles de Gaulle?

Negli ultimi due decenni ha iniziato ad affermarsi in Europa - anche se ancora fragile - la consapevolezza che il mantenimento delle linee di divisione sul continente europeo compromette la sicurezza di tutti; è stato allontanato il pericolo di una guerra nucleare e di qualsiasi «grande» guerra; è stato chiuso il triste capitolo delle guerre balcaniche ed stato superato, pur restando alcune differenze, l’effetto negativo sulla situazione europea della crisi caucasica dell’estate dell’anno scorso. Molto è stato fatto anche per rafforzare il carattere strategico dei rapporti tra la Russia e l’Unione Europea, anche sul piano istituzionale. Nel 1996 la Russia ha concluso l’Accordo di Partenariato e collaborazione con l’Ue; nel 2004 Russia ed Unione Europea hanno raggiunto un’intesa per dar vita a quattro «spazi comuni». L’Ue è oggi il principale partner economico della Russia. Ciò vale anche per il settore, strategico, dell’energia, sebbene resti da completare la creazione di un sistema moderno di sicurezza energetica che garantisca l’equilibrio degli interessi dei Paesi produttori, degli Stati di transito e dei Paesi consumatori di risorse energetiche, come fu concordato dai leader del G8 al vertice di San Pietroburgo. È stata strutturata la collaborazione tra la Russia e l’Alleanza Atlantica grazie al Consiglio Nato-Russia, creato a Pratica di Mare nel 2002.

È molto, oppure poco? Non è poco, ma non è neppure sufficiente. La caduta del muro di Berlino ha dato il via al processo di emancipazione dei rapporti internazionali dai precedenti schemi di confrontazione ideologica. Bisogna tuttavia riconoscere che non vi è stata una risposta adeguata a livello politico. La collaborazione paneuropea nella sfera politica non ha ancora compiuto quel salto di qualità, adeguato alle nuove sfide e minacce. Eppure oggi, di fronte alle «nuove minacce» del nostro secolo - dal terrorismo alla proliferazione nucleare, al crimine internazionale, al degrado ambientale, all’energia, fino ai problemi della stabilità economico-finanziaria - c’è sempre più bisogno di una forte e coesa partnership politica nello spazio paneuropeo. In altre parole, il «nuovo ordine mondiale» ha bisogno della «casa comune europea».

Crediamo che per costruire questa «casa comune» occorra porsi le seguenti priorità.

In primo luogo, il rilancio politico del rapporto tra la Nato e la Russia sulla base di una partnership reale e tenendo conto degli interessi di sicurezza reciproca. In secondo luogo, la definizione, nel quadro del negoziato in corso, di un nuovo accordo tra Unione Europea e Russia, per dar luogo a un partenariato strategico non solo economico, ma anche politico. Infine, la creazione di una nuova architettura di sicurezza europea che stiamo già discutendo in varie sedi europee. Una tale architettura potrebbe avvalersi delle sinergie tra le diverse istituzioni e organizzazioni esistenti nello spazio paneuropeo (l’Osce, la Nato, l’Ue, la Csi, l’Oasc), ispirandosi alla comunanza di interessi e alla necessità di una sempre più stretta cooperazione tra l’Unione Europea, Stati Uniti e Russia. C’è insomma bisogno di rafforzare e tradurre in pratica quei principi contenuti nell’Atto di Helsinki, nell’acquis dell’Osce e nella Dichiarazione di Pratica di Mare sul Consiglio Nato-Russia. Ciò consentirebbe di creare uno spazio comune di sicurezza nell’intera regione euro-atlantica sulla base di una nuova visione condivisa della realtà odierna. Apprezziamo i contributi finora dati o che saranno dati dai protagonisti del processo paneuropeo per raggiungere questo obiettivo. Oggi tutti noi dobbiamo assumerci una responsabilità comune per garantire la sicurezza globale nella sua moderna declinazione.

La prossima entrata in vigore del Trattato di Lisbona, come pure il raggiungimento di una nuova qualità delle relazioni russo-americane, aprono nuove opportunità per i rapporti euro-atlantici che non devono essere perse. La posta in gioco è il futuro dell’intera nostra regione e il suo ruolo nel sistema internazionale del XXI secolo, sempre più complesso e plurale, e dove vogliamo che la diversità diventi un valore aggiunto e fattore di stabilità e di sviluppo anziché di scontro.

*Ministro degli Esteri italiano
**Ministro degli Esteri russo

(La Stampa-Torino)

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Ecco le mire del  puttin e del suo compagnon berlusconnì. Alla caduta del Muro di Berlino, Stati che si trovavano sotto il giogo comunista, diventarono liberi. Ora, il berlusconnì, nano mafioso puttaniere corruttore  e utilizzatore finale vuol portare l'Europa intera nel nuovo comunismo che comunismo non è....dice "  lui" .  
  Masaghepensu
(Ma se ci penso)

lunedì 9 novembre 2009

Il Teorema Aureo della Chiesa Cattolica,,,,,



09 novembre 2009


Teorema Aureo della Chiesa Cattolica

Prendete una decina di vetrini da laboratorio. Distribuite sulla loro superficie campioni di informazione libera che avrete opportunamente raccolto e catalogato con cura. Osservate attentamente al microscopio i flussi logici e le contraddizioni che emergono nella comparazione tra un vetrino e quello successivo, ed annotate tutto ordinatamente in un quaderno di appunti, preferibilmente il vostro blog.
 Siete adesso in grado di replicare uno ad uno gli esperimenti empirici, i passi necessari ad enunciare il seguente Teorema Aureo della Chiesa Cattolica, la cui prima formulazione viene comunemente fatta risalire ad un controverso blogger del XXI secolo: Claudio Messora (talchè in letteratura non è infrequente trovare l’enunciato anche sotto il nome di Teorema di Byoblu).

Ipotesi

  1. La riforma H.R.3962 di Obama introduce fondi federali che consentono finalmente a circa 36 milioni di americani di acquistare una protezione assicurativa sanitaria. E’ passata alla Camera e attende ora il valico del Senato.
  2. La Chiesa Cattolica è tra i beneficiari dell’8 per 1000 sul gettito fiscale IRPEF, l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche che copre sia il lavoro autonomo sia quello dipendente. Grazie ad un meccanismo artificioso elaborato da Giulio Tremonti a metà degli anni ‘80, la Chiesa Cattolica ne incamera quasi il 90%, a fronte di una quota di preferenze espresse del solo 34,56%. Circa un miliardo di euro l’anno.

Tesi

 La Chiesa Cattolica dispone che i soldi pubblici vengano utilizzati per fini coerenti con la sua etica, tranne il caso in cui vengano destinati a sè medesima, ove al contrario sono ammesse deroghe.

Dimostrazione

  1. La Chiesa Cattolica ha imposto a Obama, a titolo di precondizione per l’avvallo della riforma sanitaria,  un emendamento presentato da Bart Stupak, approvato con 240 sì e 194 no, che impedisce ai fondi pubblici di finanziare interventi di aborto. Inoltre, impedisce ai cittadini che si avvarranno dei fondi federali di acquistare piani assicurativi che coprano gli interventi di elective abortion, ovvero l’interruzione di gravidanza prima della ventesima settimana per motivi diversi dalla salute della madre o da malattie fetali.
     
  2. La prostituzione muove un giro d’affari non indifferente, spesso oggetto di indagini fiscali e di multe della Commissione Tributaria, come nel caso della prostituta costretta dal fisco a saldare 70.000€ di tasse inevase. Tasse che evidentemente producono un gettito IRPEF. Nessuna obiezione di coscienza perviene dalla Chiesa Cattolica circa l’opportunità di decurtare da quel miliardo annuo, percepito mediante il meccanismo dell’8 per mille, la quota di gettito IRPEF derivante da operazioni di recupero fiscale sulle attività di sfruttamento della prostituzione.
     
  3. Al punto 1 si evince che la Chiesa Cattolica esige che i fondi pubblici non finanzino pratiche contrarie ai comandamenti della sua fede.
    Al punto 2 si evince che la Chiesa Cattolica non esige che le pratiche contrarie ai comandamenti della sua fede non finanzino i fondi pubblici. Nè tantomeno esige che le pratiche contrarie ai comandamenti della sua fede non finanzino le casse della Chiesa Cattolica stessa.
CVD. Come Volevasi Dimostrare.

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Categorie: Politica, salute, Religione

domenica 8 novembre 2009

"Raitre squadra che gioca bene, segna e vince. Perchè cambiare l'allenatore?”....


Articolo 21 - INFORMAZIONE

Articolo della Redazione


Le dichiarazioni di autori e conduttori di Raitre a sostegno del direttore Paolo Ruffini 

MILENA GABANELLI (Report)
Normalmente un dirigente deve essere "dismesso" dal suo incarico quando non fa bene il suo mestiere. Non penso che un'azienda come la Rai possa fare valutazioni diverse da questa. Siccome Paolo Ruffini, stando in ufficio 12 ore al giorno, ha prodotto risultati e qualità, credo che l'eventualità che venga rimosso sia priva di fondamento.


FABIO FAZIO (Che tempo che fa)
"Siamo sempre allo stesso punto di quest'estate: un adagio che continua e non fa bene a chi lavora nella tv. Ed è anche mal posto chiedere di questo o quello che potrebbe arrivare al posto di Ruffini. Consapevoli che nessuno nell'universo è insostituibile la domanda è una sola: perchè sostituire qualcuno che funziona? Lavoro con Raitre da anni e mi è stato consentito di crescere, affermare il programma, lavorare in assoluta autonomia. Abbiamo una rete che va benissimo negli ascolti, assolve meglio di ogni altra all'idea del servizio pubblico. La domanda allora è: perchè? Ma l'oggetto della tv, il prodotto, il pubblico, non contano niente? Cos'ha Raitre che non va? Ciò che preoccupa veramente è che si confonde lo spazio pubblico per un spazio da occupare con l'appartenenza. Che la poltitica deve sentirsi proprietaria di tutto ciò che è pubblico. E francamente, oltre che insopportabile, tutto ciò è anacronistico". 


CORRADO AUGIAS (Le Storie)
"Rimuovere Paolo Ruffini dalla direzione di Raitre sarebbe la prova definitiva che la Rai ha cessato di essere un'azienda per diventare un vassallo politico. Dal punto di vista aziendale non c'è nessuna ragione per cui questo provvedimento possa essere giustificato".

MICHELE MIRABELLA (Elisir)
Con vivo rammarico apprendo della minaccia di allontanamento di Paolo Ruffini dalla direzione di Raitre. Non sono il solo a domandarsi la ragione di un atto che priverebbe la rete di un direttore che ha ottenuto, con tutta la squadra, risultati di alto prestigio sia dal punto di vista del successo di audience che della qualità in armonia col servizio pubblico. E non la trovo. Credo di servire quest'ultimo auspicando che la minaccia resti tale e non diventi una decisione dannosa per la RAI. Scrivo queste righe perchè credo, così, di servire ancora una volta l'Azienda.  


RICCARDO IACONA (Presa diretta)
Con Ruffini abbiamo fatto piu di 50 ore di tv in prima serata e ha sempre garantito massima libertà e autonomia, che poi è la chiave di volta che ha la rete con il pubblico. Ci domandiamo perchè Ruffini debba andare via. Quello che ci preoccupa è che dietro ci sia un vero e proprio attacco a questa libertà, che è la natura fondante della rete per la quale lavoro


GIOVANNI ANVERSA (Racconti di vita)
"Cosa vuol dire garantire il pluralismo in tv? Rispettare le proporzioni della casta o dare voce anche a chi è fuori dai palazzi? In questi anni a Raitre hanno parlato anche i semplici cittadini, i più deboli e i più esclusi. Hanno raccontato le loro difficoltà ma anche la loro voglia di solidarietà. Ciò è stato possibile anche perchè un direttore come Paolo Ruffini ha concepito una rete aperta e plurale dove a essere raccontato e rappresentato è tutto il Paese e non la solita parte. Ora si vuole interrompere questo percorso virtuoso che da senso all'idea di servizio pubblico in nome di avvicendamenti non meglio motivati. Perchè una rete realmente pluralista che ha anche registrato primati d'ascolto e incrementato qualità e gradimento viene messo in discussione? In nome di quali convenienze aziendali si decide di azzerare un progetto editoriale che fa bene a tutta la Ria? Cittadini e abbonati attendono una risposta": 


GIOVANNI FLORIS (Ballarò)
"Io penso che se il Consiglio di Amministrazione e i vertici Rai si occupano di Raitre debba essere solo per confermare una volta per tutte Paolo Ruffini ed  evitare che si vada avanti ogni settimana chiedendosi se viene o no sostituito il direttore. Credo che uno come Ruffini ogni azienda starebbe attenta a tenerselo stretto essendo quello che ha tirato su la rete migliore, con i migliori ascolti e la migliore qualità.

CARLO LUCARELLI (Blu Notte)
"Come ho già detto una volta c'è un modo dire in Romagna che è "Mi sono trovato bene": significa che dal momento che le cose hanno funzionato fino ad oggi non vedo la ragione per cambiarle. Io mi sono trovato molto bene con Ruffini e credo che valga per la Rai stessa e Raitre in particolare dal momento che non ha fatto altro che aumentare gli ascolti e fare cose molto belle". Così Carlo Lucarelli, autore e conduttore di "Blu Notte" interviene sul sito di Articolo21 in relazione alla notizia dell'imminente allontanamente di Paolo Ruffini dalla guida di Raitre. "Perchè cambiare allora? Non è che stiamo cambiando quando le cose funzionano proprio perchè funzionano? Questo è un sospetto molto antipatico che ci farà lavorare comunque male".

 

SERENA DANDINI (Parla con me)
"Per usare una parola gentile, l'idea di mandar via Ruffini mi sembra quantomeno inopportuna. E' assurdo, il mondo sembra andare al contrario: lo si vuole punire perchè è andato troppo bene? E'vero  che il presidente del Consiglio ha più volte fatto capire che Raitre è una rete che non gli piace, ma dal momento che ce ne sono altre in tv non è mica obbligato a guardarla, può cambiare sempre canale..."


DARIO VERGASSOLA (Parla con me)
Per una volta che ho trovato qualcuno che mi sopporta, mi infila in una trasmissione e mi fa passare per conduttore me lo vogliono togliere. Questa notizia dispiace e preoccupa me e penso anche l'allegra banda di Parla con me perchè Ruffini è stato un direttore che non ha mai interferito lasciando la più completa libertà di espressione.

 

ENRICO BERTOLINO (Glob)
La scelta di mettere alla porta Ruffini è in linea con quello che sta accandendo nel resto del Paese: togli 800 milioni alla banda larga e togli Ruffini dalla Rai. E' un paese che tende ad arretrare invece di andare avanti, dove la meritocrazia e i risultati non vanno avanti più. Se tu hai una rete che produce ottimi risultati dal punto di vista aziendale e ha un rapporto costi-benefici molto alto e decidi di rimuoverne il direttore significa che vuoi allontanare una persona che può dare fastidio, magari anche alla raccolta pubblicitaria. Mettere alla porta uno come lui significa che il lavoro non paga e che se cerchi di fare l'interesse di un ente ciò non va bene e che dovresti magari vivere di modelli di lottizzazione. Ma quello che mi sconvolge di più in questo paese è il "Silenzio degli incoscienti" che è un film della sinistra: si fanno mangiare il cranio dall' Hannibal Lecter di turno senza dire niente".


PIERO DORFLES (Per un pugno di libri)
Sostituire Paolo Ruffini alla guida di Raitre sarebbe peggio del famigera to editto bulgaro, perché significherebbe voler ridurre al conformismo dominante non singoli conduttori, ma un'intera rete: l'unica dove trovano spazio trasmissioni televisive che hanno ancora dignità e rispondono alle caratteristiche di un servizio pubblico.


FRANCA LEOSINI (Storie maledette)
"Paolo Ruffini ha saputo coniugare il passato della migliore Raitre, con un presente innovativo, forte, coraggioso, indipendente. Privare Raitre della sua guida, sarebbe una perdita grave e ingiustificabile".


ALESSANDRO ROBECCHI (Doc3)
“Tutto quello che di eccellente Paolo Ruffini ha fatto a Rai Tre è sotto gli occhi di tutti: ottimi risultati, buoni ascolti, un indice di gradimento alto presso un pubblico affezionato. E' strabiliante che tutto questo, conti economici compresi, non basti a riconfermarlo e a fargli continuare il suo lavoro. O forse - spaventa dirlo - è proprio tutto questo che si vuole evitare. Il che è allarmante per tutti: per chi fa la tivù, per chi la guarda e anche, paradossalmente, per chi ne guarda altra ma preferisce sapere che c'è n'è sempre una diversa a portata di mano".

FEDERICA SCIARELLI (Chi l’ha visto)
"Paolo Ruffini è una risorsa per l'azienda, direttore serio e capace, attento ma nello stesso tempo rispettoso dell'autonomia altrui. Non siamo solo noi che lavoriamo con lui ad apprezzarlo ma il pubblico televisivo che è cresciuto durante la sua gestione di Raitre”.


ROBERTA PETRELLUZZI (Un giorno in Pretura)
"Lavoro da sette anni con un direttore come Paolo Ruffini che è un esempio di intelligenza, ragionevolezza, moderazione ed equilibrio, che è amato da collaboratori, autori, conduttori e dipendenti e non capisco con quale logica questa azienda voglia mandarlo via".


ELSA DI GATI (Cominciamo bene)
Quando si mandano via direttori vincenti come Ruffini siamo tutti dei perdenti".


RITA FORTE (Cominciamo bene)
Mandare via Ruffini? E' una stecca ed io di stecche me ne intendo!


ANDREA VIANELLO (Mi manda Raitre)
"La Raitre di Paolo Ruffini è una squadra che funziona. Segna, fa gioco, è bella da vedere, tatticamente intelligente, solida in difesa e brillante in attacco, ed è seguita da un grandissimo numero di spettatori. E ai vertici della classifica ha un bilancio sano, ha scoperto nuovi ottimi giocatori e quando scende in campo lo fa sempre per il servizio pubblico. Come è possibile che qualcuno stia discutendo di cambiare il suo allenatore?" 


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Ma porca putt..., mandano a ramengo quel poco, che di buono, esiste ancora su questa Rai Merdaset.
 Maseghepensu
(Ma se ci penso)

 

venerdì 6 novembre 2009

Pianosa, il dietrofront del governo....(e mi sembrava, sarebbe stato il primo passo alla cementificazione selvaggia).....

06/11/2009                                                IL CASO


Una immagine recente del carcere sul''isola di Pianosa


Prestigiacomo: «Salvato un gioiello»
Alfano: la questione è complessa,
sarà affrontata insieme alle Regioni
ROMA
Dopo l’annuncio del ministro Alfano, le polemiche con l’opposizione e i dissidi interni, il governo fa un parziale dietrofront sulla riapertura del carcere sull’isola di Pianosa. Il caso «è risolto; si studieranno soluzioni alternative» ha fatto sapere la Prestigiacomo dopo il consiglio dei ministri. «Ho parlato con il collega Alfano ed abbiamo convenuto sulla opportunità di studiare soluzioni alternative che non coinvolgano gioielli naturalistici e paesaggistici».

Il ministro della Giustizia, dal canto suo, ha detto che porterà la questione della eventuale riapertura del supercarcere all’attenzione della Conferenza Stato-Regioni giovedì prossimo, assieme ad una informativa sulle linee guida del piano carceri che il Governo sta mettendo a punto. Alfano ha spiegato che l’intera questione piano-carceri «articolata e complessa, non può svilupparsi contro la volontà dei territori».

Il ministro dell’Ambiente, insieme al collega dei Trasporti Matteoli era stato fra i primi a criticare l’annuncio del Guardasigilli. «Le esigenze carcerarie non possono entrare in conflitto con quelle della tutela dell’ambiente» aveva detto a caldo. La retromarcia del governo soddisfa Mario Tozzi, direttore del Parco Naturale ospitato sull’isola. «L’annuncio del ministro dell’Ambiente è davvero un risultato molto positivo e consente di rimediare a una scelta sbagliata che avrebbe cancellato Pianosa dai patrimoni naturalistici del Mediterraneo». Secondo Tozzi «adesso che abbiamo scampato il pericolo - aggiunge Tozzi - dobbiamo ragionare su come rendere Pianosa sempre più fruibile, senza però snaturarla. Dico subito che il parco è favorevole ad ampliare gli accordi con le cooperative di detenuti per sviluppare il turismo sostenibile».

«Purtroppo l’assenza di progetti su Pianosa scatena sempre più spesso appetiti di vario genere sull’isola, ma chi pensa di realizzare alberghi o villaggi turistici per sfruttarla economicamente sappia che fino a che sarò io al parco tutto questo non accadrà», aggiunge Mario Tozzi, presidente del parco nazionale dell’arcipelago toscano. «Spesso chi dice di avere soluzioni pronte - ha aggiunto - lo fa solo perchè ha la betoniera parcheggiata in garage ed è pronto ad alluvionare di cemento l’isola».

Dopo la chiusura, avvenuta nel giugno del 1998 (l’ultimo detenuto in regime di 41 bis lasciò l’isola il 23 luglio 1997), Pianosa, chiamata dai reclusi l’ “isola del diavolo”, era tornata ad accogliere detenuti nell’autunno del 2004: erano, circa 10, provenienti dal carcere di Porto Azzurro, all’Elba, che svolgevano lavori di manutenzione, tra cui il ripristino di sentieri e strade.

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Sarebbe stata una bella manna per il cavalliere impresario edile e per l'amata figliola imprenditrice edile di Villaggi turistici.......
 Masaghepensu
(Ma se ci penso)

mercoledì 4 novembre 2009

Programma Berluskoniano.......

Leggi attentamente...


Nel nostro partito politico manteniamo le promesse.

Solo gli imbecilli possono credere che

non lotteremo contro la corruzione.

Perché se c'e qualcosa di sicuro per noi è che

l'onestà e la trasparenza sono fondamentali

per raggiungere i nostri ideali.

Dimostreremo che è una grande stupidità credere che

la mafia continuerà a far parte del nostro governo come in passato.

Assicuriamo senza dubbio che

la giustizia sociale sarà il fine principale del nostro mandato.

Nonostante questo, c'è gente stupida che ancora pensa che

si possa continuare a governare con i trucchi della vecchia politica.

Quando assumeremo il potere, faremo il possibile affinché

finiscano le situazioni di privilegio.

Non permetteremo in nessun modo che

i nostri bambini muoiano di fame.

Compiremo i nostri propositi nonostante

le risorse economiche siano esaurite.

Eserciteremo il potere fino a che

Si capisca da ora che

Siamo il partito di FORZA ITALIA, la nuova politica


Ora prova a rileggere il tutto al contrario, leggi dal basso verso l'alto riga per riga...

Democrazia Berluskoniana........

Arcore, Anno del Signore 2009.
Caro Cliente Elettore,
Mi consenta di ringraziarLa, a nome del movimento che presiedo, per il voto di preferenza che Lei e la Sua famiglia avete voluto dare al partito che possiedo.
So, anzi spero, che Lei ha votato per noi. Se così non fosse, tengo ad informarla che lo verremo prima o poi a sapere. I nostri fedeli alleati di AN hanno già proposto di fare delle liste di non elettori di Forza Italia e di affiggerne i nomi sui muri della Sua città affinché i cittadini onesti ed anticomunisti sappiano di chi si potranno fidare in futuro. Se, quindi, Lei è uno di quelli che si è divertito tanto a fare dei manifesti ironici sul sottoscritto, voglio proprio vedere che faccia farà quando vedrà il suo bel faccione affisso sui muri della strada in cui vive con una scritta tipo:
"MENO TASSE PER TUTTI MA NON PER ME, COSI IMPARO A VOTARE COMUNISTA".
Se Lei, invece, fa parte di quel novero di Italiani illuminati che hanno votato per me (gli altri miei alleati in realtà, lo avrà capito, sono come i fagiolini: un semplice contorno), Le vorrei adesso elencare in anteprima la composizione del mio prossimo Governo:
Presidente del Consiglio: S.M. Silvio Berlusconi
Vice Presidenti del Consiglio: Pier Silvio Berlusconi, Marina Berlusconi, Veronica Lario.
Ministro della Difesa: Franco Baresi (per mettere un po' d'ordine là dietro!)
Ministro degli Esteri: Ruud Gullit (almeno lui parla le lingue)
Ministro delle Politiche Economiche: Bobo Craxi (Buon sangue non mente!)
Ministro per il Divertimento: Massimo Moratti (il divertimento è soprattutto mio)
Ministro per i Rapporti con il Parlamento: vacante (non parlo coi comunisti io!)
Ministro della Pubblica Istruzione: Emilio Fede (è ben istruito...da me!)
Ministro della Giustizia: Salvatore Riina (così facciamo prima!)
Ministro delle Politiche Comunitarie: Cesarone Maldini (cosi la prossima Champions' League...)
Ministro per il Commercio estero: Iva Zanicchi (OK! Il prezzo è giusto!)
Ministro del Lavoro: Gabriella Carlucci (così saprà finalmente cosa vuol dire lavorare)
Ministro dell'Ambiente: Marcello Dell'Utri (lui è già nell'ambiente...)
Ministro per la Famiglia: Gerry Scotti. Le famiglie lo adorano, gli affideremo il programma "Chi vuol essere impiegato" trasmissione a numero chiuso (massimo un milione di posti garantiti) a metà strada tra la fiction ed il comico.
Con questa squadra di tecnici, Caro il mio Suddito, svilupperemo il nostro programma politico (che comunicheremo entro il 2004 e faremo stampare entro la fine della legislatura).
Di questo programma sarò particolarmente lieto di comunicarLe le mie prime anticipazioni con una prossima missiva.
Nel frattempo e nella speranza che Lei si abboni subito a Forza Milan, Forza Italia e Tv Sorrisi e Canzoni, mi consenta di porgerLe i miei più vivi ringraziamenti per avermi evitato di lavorare per i prossimi 5 anni.
Forza Italia!
Suo,Silvio Berlusconi

domenica 28 giugno 2009

"Fate volare palloncini verdi nel cielo di tutto il mondo"

Oggi alle 13 (ora iraniana), a Teheran e in tanti altri Paesi verranno
lanciati in aria come simbolo della resistenza della gente dell'Iran

Si cercano e s'inventano altre forme di lotta dopo la sanguinosa repressione dei giorni scorsi
Qualcuno è scomparso anche dal web: E ha scritto: "Ricordate il nostro martirio"
di FATEMEH KARIMI


"Fate volare palloncini verdi nel cielo di tutto il mondo"
Fatemeh Karimi è una studentessa iraniana che, come tanti altri, sta vivendo questi giorni di paura, rabbia ed emozioni. Giorno per giorno, riferisce sul nostro sito quello che vede e sente, quello che vedono e sentono i suoi amici. Fatemeh aveva cominciato il suo racconto sul sito "AgendaComunicazione.it" che da tempo si occupa di comunicazione. I colleghi di "AgendaComunicazione" ci hanno chiesto di accogliere la sua voce su Repubblica.it per ampliarne la portata.


TEHERAN - Oggi sono stata tutto il giorno in casa sono uscita soltanto per comprare i palloncini esclusivamente verdi all'inizio della mia via. Ne ho comprati ben 12 e ho intenzione di gonfiarli e lanciarli in aria domani (venerdì) alle 13 ore iraniana non ho ancora scoperto come gli devo gonfiare per farli volare bene. Sono un po' depressa e stanca non ho tanta voglia di uscire comunque non so dove andare e cosa fare.

Il tam tam è iniziato ieri dopo la sanguinosa repressione del regime, catene di mail e gruppi su Facebook chiedono a tutti iraniani e non, dentro l'Iran e negli altri paesi di far volare dei palloncini verdi in segno di solidarietà, speranza e per mostrare che la nostra battaglia non è finita continua. Gli sms non funzionano e comunque ho deciso che non ne farò più uso. Voglio anche legare dei nastri verdi e bigliettini ai miei palloncini scrivendo libertà e Allaho Akbar.
Oggi non c'erano in programma manifestazioni e comunque io ormai sono a casa e non mi hanno avvertita vedrò stasera o domani se e come si sono svolte.

Ci sono gruppi che vogliono far saltare l'elettricità con l'accensione di elettrodomestici, ma io non sono d'accordo non potrò più andare su internet e ci saltano tutti i contatti, visto che ho installato un rompi filtro fantastico (your freedom). Ho solo qualche problema con Youtube la lettura dei video è veramente lenta. Per il resto ho accesso alla rete senza problemi. I giornali ormai sono inaffidabili ci informiamo come possiamo nei blog, media stranieri e social network. Via mail mi hanno mandato un nuovo giornale clandestino Khyaban ''La Strada'' in formato pdf che critica aspramente le ultime violenze. Ho già scritto un articolo completo per Agenda News.

Ho appena letto il comunicato di Mir Hossein Mousavi, finalmente, afferma che la tv di stato, le agenzie di stato e i giornali come Keyhan hanno distorto la verità dei fatti prima e dopo le elezioni. Dopo giorni di accuse rivolte al candidato riformista di avere fomentato la rivolta titolo di Keyhan giornale ultra conservatore diretto da Hossein Shariatmadari molto vicino al leader supremo.

Inoltre Mousavi dice che le elezioni sono state una grande bugia e che i manifestanti sono stati massacrati di botte, uccisi e arrestati.

Lo staff del candidato ha inoltre chiesto l'autorizzazione a celebrare una cerimonia per i martiri degli ultimi giorni. Se verrà concessa, il luogo verrà comunicato.

Dopo il volo dei palloncini domani abbiamo in programma di accendere dei lumi per il tramonto e per la sera. Si devono calmare gli animi e forse dobbiamo sperimentare altre forme di protesta come gridare Allaho Akbar dai tetti.

Faccio un ultimo giro su Facebook e Twitter e noto con grande preoccupazione che Persiankiwi non scrive dalla sera del 24 giugno i suoi ultimi post sono stati : ''dobbiamo muoverci - non so quando potrò ricollegarmi - hanno arrestato uno di noi sarà torturato e farà dei nomi - adesso dobbiamo muoverci in fretta'' poi ''grazie a tutti quelli che hanno supportato l'onda verde - perfavore ricordate il nostro martirio - Allaho Akbar'' e infine ''Allah- tu sei il creatore di tutte le cose e ritorneremo da te Allaho Akbar''. Sperò che non gli sia successo nulla, era un punto di riferimento su Twitter .

Sono esausta domani è un giorno importante è il secondo venerdi dopo le elezioni e staremo a vedere chi guiderà la preghiera e che parole useranno.
Sono quasi le due e mezza o forse tre è in chat si scatenano è morto Michael Jackson il re del pop, mi dispiace è stato un idolo ed è molto amato dagli iraniani come tanti altri cantanti occidentali.
Poi mi sorge il dubbio non sarà che la morte di un grandissimo della storia della musica oscurerà la nostra battaglia?
(giugno 2009)

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Non criticatemi, cerco soltanto di passare il tempo e, mostrare il mio "indirizzo" politico (politica, la cosa più sporca che esista al Mondo).
Masaghepensu (Ma se ci penso)

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Non più giovane ma non (ancora)decrepito, sono soddisfatto della mia Vita e non domando altro

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