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martedì 1 dicembre 2009

SCENDILETTA di Marco Travaglio....

L’elettore del Pd, si sa, è nato per soffrire. Ma non è dato sapere quale peccato mortale, o addirittura originale, debba espiare per meritarsi questo martirio quotidiano. Martedì scorso è costretto a sorbirsi a Ballarò le elucubrazioni di Luciano Violante, responsabile Istituzioni del Pd: i processi a Berlusconi creano un conflitto insanabile fra “democrazia e legalità”, ergo bisogna regalargli uno scudo costituzionale in cambio del ritiro del “processo breve” (così il Cavaliere eviterà di andare a sbattere con l’ennesima legge incostituzionale e godrà di un’impunità a prova di bomba, prevista addirittura in Costituzione). I cinque giorni di silenzio di Bersani fanno ben sperare il povero elettore. Invece domenica, intervistato da Repubblica, Bersani sposa la linea Violante: “Il governo ritiri il provvedimento che cancella i processi e si apra un confronto parlamentare a partire dalla bozza Violante… In quel contesto si possono affrontare anche le questioni del rapporto sistemico tra esecutivo, Parlamento e magistratura. Il problema della magistratura c’è e non ha trovato un punto di equilibrio in tutti questi anni”. La legge è uguale per tutti, un bel guaio, occorre rimediare.   Quanto al NoBDay di sabato, bontà sua, Bersani autorizza “militanti e dirigenti” a partecipare. Magari mascherati da Arlecchino, Brighella e Colombina. Intanto il premier accusa i magistrati di volere la “guerra civile” e Napolitano zittisce i magistrati. Violante, demolito da Barbara Spinelli sulla Stampa, risponde che, “mentre tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge”, qualcuno è più uguale degli altri: “Gli eletti alle massime cariche dello Stato possono essere esentati dalla responsabilità penale o, in modo assoluto, per determinati reati, o, a tempo, sino a quando rivestono una carica politica. E’ la prevalenza del principio democratico sul principio di legalità”. Siccome nessuno chiama l’ambulanza per portarlo via, l’elettore comincia a domandarsi che differenza passi fra Pdl e Pd, a parte la elle. La risposta la dà ieri il vicesegretario Pd Enrico Letta al Corriere della Sera. L’organo dell’inciucio, che spende un capitale per reclamizzare la propria indipendenza mentre pubblica editoriali degni del Giornale e del Predellino, chiede per la penna di Sergio Romano una nuova “forma di immunità” per Berlusconi. Le accuse di mafia sembrano (a Sergio e a Silvio) “poco plausibili” e tanto basta: chissenefrega se sono vere o false. Mettiamoci una pietra sopra e lasciamoci governare da un possibile amico della mafia visto che “ha una consistente maggioranza”. Anziché domandare a Romano se gli capiti mai di arrossire mentre scrive certe scempiaggini, il piccolo Letta dice che “il grido d’allarme di Romano è condivisibile” e che “mai le forze politiche sono state tanto vicine a un’intesa sul merito delle riforme” con il noto statista che accusa i giudici di “guerra civile”. Dopodiché il Lettino giura che il Pd si guarda bene dal “cercare scorciatoie per far cadere il governo e liberarsi di un Berlusconi che non è un ‘ingombro’”. Quella è roba da oppositori e lui, modestamente, non lo nacque. Poi spiega che, dopo un colloquio al Quirinale con Bersani e Napolitano, “il Pd non opporrà obiezioni al ricorso al legittimo impedimento”. Anzi, dice Enrico scavalcando lo zio Gianni, “consideriamo legittimo che, come ogni imputato, Berlusconi si difenda nel processo e dal processo”. Insomma “l’opposizione si attiene a quanto detto dal capo dello Stato”. Notiziona: il Pd delega a Napolitano la guida dell’opposizione e, dopo averlo incontrato, autorizza il premier a fuggire illegalmente dai processi “come ogni imputato” (è noto infatti che ogni imputato, tipo i marocchini imputati di spaccio di hashish, possono sottrarsi alle udienze, impegnati come sono a Dubai o al Consiglio dei ministri). A questo punto ben si comprende la riluttanza dei vertici Pd a partecipare al NoBDay. Gli elettori potrebbero riconoscerli.  

lunedì 9 novembre 2009

Paese di santi, navigatori e torturatori........

Genova_scuola_Diaz.jpg
 
Perché in Italia non è previsto il reato di tortura? Perché l'Unione Europea resta a guardare?
 
"Che cosa è successo in Italia dell'habeas corpus? Quel diritto che ogni uomo ha per nascita, anche in un carcere, anche in un ufficio di polizia, anche in una manifestazione di piazza, di essere rispettato dalle autorità di sicurezza o penitenziarie nella sua integrità psicofisica? Perché in Italia la tortura non è reato? Perché la gente può essere massacrata in carcere o negli interrogatori senza che nessun responsabile sia punito? Perché le sevizie di Genova si ammucchiano come reati abnormi e si aggiungono alle sevizie quotidiane subite da poveri Cristi deboli e indifesi che cadono nelle mani di sadici assassini in divisa che agiscono indisturbati? Cosa ha a che fare tutto questo con la democrazia e la civiltà? La Corte Europea si occupa di salvaguardare i diritti fondamentali dell'uomo, ma, sembra, agisce solo su richiesta. E allora, se una privata cittadina ha potuto essere ascoltata dalla Corte europea per una faccenda dopo tutto minimale e solo rappresentativa come quella del crocefisso, perché non salgono voci potenti e collettive verso la Comunità Europea, magari convogliate dal nostro solerte Grillo o da qualcuno di questi giuristi che tanto spesso dicono il loro parere richiesto o non richiesto? Perché non si può mandare qualche migliaia di firme all'UE affinché anche in Italia diventi reato il crimine di tortura, maltrattamento e morte perpetrato dagli organi di polizia o carcerari?" viviana v.
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Forse tanti non ricorderanno che, in quelle ore maledette, Gianfranco Fini si trovava alla Centrale di Polizia e seguiva gli avvenimenti, se non è intervenuto per mettere una fine al massacro, significa che "lui" stesso collaborava al "macello" degli studenti. Il suo nome, non è mai stato fatto.....Il sig. Fini va considerato peggio del berlusconi, perchè quest'ultimo per lo meno perora i suoi interessi, ma Fini..?? 
 Masaghepensu
(Ma se ci penso) 

domenica 8 novembre 2009

La lega di Bossi e la croce.....




Icona canale

dongiorgiodecapitani
06 novembre 2009

La Lega difende un pezzo di legno che rappresenta il vuoto, il vuoto di una politica che scardina il principio evangelico della fratellanza universale.

Come si distrugge la par condicio....

Articolo 21 - INFORMAZIONE

di Nicola Tranfaglia

Come si distrugge la par condicio Il progetto di legge parlamentare voluto direttamente  da Silvio Berlusconi e trasferito dalla Camera al Senato (cioè dal primo proponente on. Abrignani al secondo senatore A. Butti), tramite il viceministro Romani, soltanto nell’intento di far prima e riuscire ad approvare la norma prima delle elezioni regionali, deve esser chiamato con il suo nome giacchè non è la riforma della par condicio televisiva ma soltanto la sua pratica distruzione. Naturalmente è necessario ricordare che il presidente del Consiglio e leader del Popolo della Libertà è presente quando e come vuole sulle reti pubbliche e private dei sette canali televisivi presenti.
L’ultima dimostrazione eloquente di una presenza strabordante e senza regole  è stata la sua ventesima visita in Abruzzo per consegnare alcune abitazioni ai terremotati che è stata ripresa con oltre mezzora da Rai Uno nel pomeriggio di qualche giorno fa senza contraddittorio alcuno né domande degne di questo nome da parte del conduttore della trasmissione “La vita in diretta”. E questa è seguita solo  di qualche giorno alla sua irruzione improvvisa alla trasmissione Ballarò in cui neppure il conduttore ha potuto di fatto replicare alle affermazioni di Berlusconi.
E qui si coglie l’impossibilità di efficacia di qualsiasi altra legge in presenza di un conflitto di interessi che è ancora  regolato da una legge ridicola dell’attuale ministro degli Esteri Frattini.
Una legge che ha costretto Berlusconi soltanto a lasciare la presidenza della squadra di calcio del Milan, continuando allo stesso modo a controllare le sue televisioni e il vasto impero editoriale e giornalistico che fa capo alla Fininvest e alle aziende collegate (da il  Giornale di Feltri alla Mondadori ed Einaudi).
Se non si affronta questo nodo e non lo si risolve,
intervenire sull’attuale par condicio non ha nessun senso.
Ma la cosa diventa ancora più grave e assurda se, come si legge nel testo di Abrignani (quello di Butti non è stato ancora pubblicato) l’intento è quello di dare un colpo di grazia alle opposizioni, che siano o no presenti in parlamento.
Il progetto, infatti, intende riservare alle forze non presenti in parlamento un diritto di tribuna ridicolo che non supera il dieci per cento delle presenze nelle trasmissioni.
Quanto alle altre le percentuali non sarebbero pari come è stabilito nell’attuale legislazione ma sarebbero invece  regolate in maniera proporzionale dal punto di vista  quantitativo sulla base dei risultati ottenuti nelle elezioni lasciando quindi lo spazio maggiore ai rappresentanti del Popolo della Libertà e quindi in maniera decrescente al Partito Democratico, alla Lega Nord e quindi all’Italia dei Valori.
Questo significherebbe aumentare a dismisura quello che è attualmente già la maggior presenza del partito portando a un ulteriore predominio di Berlusconi nelle reti televisive pubbliche e private.
Se poi si arrivasse anche agli spot a pagamento (capitolo su cui non è ancora chiara la volontà dei proponenti) si potrebbe arrivare a un ulteriore squilibrio dovuto alla grande ricchezza di Berlusconi e alla  minor ricchezza di tutte gli altri competitori.
Insomma arriveremmo a una situazione ancora peggiore di quella attuale che è già antidemocratica proprio a causa del conflitto di interessi.
E’ possibile sperare che le opposizioni parlamentari (anche quelle presenti nella società ma non in parlamento) si preparino a fare le barricate per impedire questo nuovo progetto berlusconiano? Un progetto che segue al disegno di legge Alfano sulle intercettazioni telefoniche e a molte altre leggi anticostituzionali approvate in questo ultimo anno e mezzo.
E’ un’interrogativo che non soltanto i giornalisti ma tutti gli italiani democratici dovrebbero porsi per impedire che anche da questo punto di vista la nostra costituzione repubblicana sia del tutto svuotata dei suoi più importanti principi.

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Evvai che prima o poi sbatterà quel suo muso di m...a sul marciapiede....briganti "  lui "   e tutti gli altri che gli danno corda.
  Maseghepensu
(Ma se ci penso)

sabato 7 novembre 2009

Regionali, Bossi: alla Lega Veneto e Piemonte

ITAGLIA......














«A noi vanno  Veneto e Piemonte, la Lombardia resta a Formigoni con un  vicepresidente della Lega». Così il segretario della Lega Nord Umberto Bossi parla dello stato delle trattative nel centrodestra per la definizione delle candidature per i presidenti delle regioni in vista delle elezioni della prossima primavera.

Pd.  Il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, «parte male. Non ha capito che chi è contro la Lega è morto». Umberto Bossi, a Somma Lombardo per l'inaugurazione di una nuova sede del Carroccio, commenta così le dichiarazioni del leader del Pd che oggi ha sostenuto la necessità di un'assemblea dei sindaci del Pd per fare del verofederalismo, perchè la "Lega racconta favol". Il ministro non ha gradito queste affermazioni: «quello di Bersani è un errore. Non ha capito che al di sopra del Po chi è contro la Lega è morto. Questo, indipendentemente dal fatto che chi è alleato con la Lega vince le elezioni».

Riforma giustizia Il leader della Lega, Umberto Bossi, auspica l'apertura di un dialogo con l'opposizione in commissione sul tema della riforma della giustizia. «Abbiamo le nostre idee, abbiamo già scritto il primo testo - ha detto durante l'inaugurazione di una nuova sede del partito - adesso bisognerà portarlo in commissione e trattare con l'opposizione».

Alleanza con l'Udc Il leader della Lega, Umberto Bossi, è possibilista su una eventuale alleanza con l'Udc in vista delle prossime elezioni regionali. «Abbiamo una serie di dubbi - ha detto durante l'inaugurazione di una nuova sede del
partito - però se Berlusconi tratta vuol dire che ha valutato bene le cose». Quanto a una sua valutazione sulle reali
possibilità di un'allenza con i centristi, Bossi ha risposto: «Lo decide Berlusconi».

07 novembre 2009 (L'Unità)
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Questi bas..rdi si stanno dividendo l'Italia come se fosse una torta o meglio, che sarebbe poi la verità, il bottino derivato da una rapina a danno del Popolo italiano. Dunque, mafiosi, e rapinatori perchè, chi si impossessa di ciò che suo non è rientra nella categoria ladri.
 Masaghepensu
(Ma se ci penso)

L’indifferenza (in memoria di Stefano Cucchi) di Pino Corrias

176
commenti



Vignetta di Bandanax

Quello che spaventa di più è il labirinto impersonale, l’ingranaggio burocratico, le porte chiuse, i divieti, l’omertà, i “no, senza l’autorizzazione non si può”, che hanno protetto, che stanno proteggendo, gli esecutori materiali della morte di Stefano Cucchi, arrestato in buona salute dai carabinieri il 15 ottobre e restituito cadavere ai genitori, già disteso sulla tavola delle autopsie dell’obitorio di Roma, il 22 ottobre all’alba.

Quei labirinti, quegli ingranaggi sono stati maneggiati anche loro da persone in carne e ossa. E hanno agito sovrapponendosi all’agonia di Stefano Cucchi, impedendo che i familiari, o almeno un avvocato, riuscissero a vederlo, a parlargli, per sei notti e sette giorni di seguito, mentre il suo corpo smetteva progressivamente di reagire ai traumi e al dolore.

Non uno di quegli ingranaggi si è inceppato. Non una smagliatura - tra i carabinieri, le guardie penitenziarie, i medici, la magistratura di sorveglianza - ha permesso di allentare quell’assedio di indifferenza e ignavia. Che ha dilapidato il tempo utile a salvarlo e certamente la pietà. Proprio come si è visto in quell’altro reperto di nostra impassibile modernità che è il video dell’esecuzione al rione Sanità di Napoli. Lì un paio di donne che andavano di fretta hanno scavalcato il cadavere steso sul marciapiede. Qui lo ha fatto un intero pezzo di Stato che aveva preso in consegna il corpo (e la vita) di Stefano Cucchi per poi lasciarlo agonizzare nell’inchiostro. 
(Vignetta di Bandanax
)

Commento del giorno
di Stefano - lasciato il 01/11/2009 L'indifferenza (in memoria di Stefano Cucchi)

Da Hannah Arendt, (a cura di) Jerome Kohn, 'Responsabilità e giudizio', Einaudi, Torino 2004, pp. 26-27: "In ogni sistema burocratico lo scaricabarile della responsabilità è faccenda quotidiana, tanto che se si dovese definire la burocrazia nei termini che sono propri delle scienze politiche, vale a dire come forma di governo - facendone il regno degli uffici, contrapposto al regno degli uomini, di uno, di pochi o di tanti - si potrebbe tranquillamente dire che la burocrazia è il governo di nessuno, e forse proprio per questo si può scorgere in essa la forma di governo meno umana e più crudele." 
(Voglioscendere)
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In questa Italia di merda, come si potrebbe chiamare altrimenti ?, stanno portando a termine episodi tipicamente fascisti oltre che mafiosi, ingredienti di cui è impregnato il governo attuale...... Il fascismo? non esiste, ma l'odore impregna l'aria che respiriamo ogni giorno......La mafia?.....non esiste anche se, in ogni istante ne vediamo gli atti. Chi è che sostiene che la mafia non esiste? Ma i mafiosi stessi...naturalmente..!!
  Masaghepensu
(Ma se ci penso)

Grillo168 - Vittime di Stato......

martedì 3 novembre 2009

Aggredito l'organizzatore del Premio Borsellino, la contestazione a Gasparri ....









di Lorenzo Baldo - 02 Novembre 2009
 

Pescara. Questa mattina nel parcheggio della Provincia di Pescara è stato aggredito l'organizzatore del premio nazionale “Paolo Borsellino”.
 


Leo Nodari stava per accogliere il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, venuto appositamente per partecipare ad un incontro sulla legalità realizzato all'interno delle giornate del Premio Borsellino.
Secondo le prime ricostruzioni un paio di persone lo hanno avvicinato gridandogli “servo dei fascisti”, sferrandogli poi un pugno in faccia. Le stesse forze dell'ordine presenti sul luogo lo hanno soccorso ed accompagnato all'ospedale per esaminare la ferita riportata ad un occhio. Sconosciuti al momento gli aggressori che sono riusciti a dileguarsi tra la folla.
Contemporaneamente si stava svolgendo una manifestazione pacifica dei rappresentanti dell'associazione “Amici di Beppe Grillo", Prc, Idv ed altri per protestare contro la partecipazione di Gasparri al Premio Borsellino.
“Ci dispiace per Leo Nodari – ha dichiarato Massimiliano Di Pillo, organizzatore della manifestazione di protesta  – prendiamo le distanze da quanto accaduto, ma noi non c'entriamo nulla. Manifestiamo contro una persona che può parlare di tutto, ma non di Borsellino che è morto in nome della giustizia e della legalità, essendo portavoce di Marcello Dell'Utri, condannato a nove anni (condanna in I° grado per concorso esterno in associazione mafiosa ndr), essendo firmatario dello scudo fiscale ed essendo contro le intercettazioni telefoniche”.
Dal canto suo Leo Nodari ha successivamente dichiarato che “non ci facciamo intimidire, non c'era  bisogno di un gesto violento e comunque andiamo avanti con più forza di prima”.
Secondo la testimonianza di Helene Benedetti, che insieme ad un altro gruppo di persone hanno cercato di presenziare alla manifestazione con le agende rosse, l'aggressione a Nodari (di cui non hanno avuto assolutamente contezza) sarebbe stata una scusante per non permettere loro di accedere all'interno della sala.
La Benedetti ha riferito inoltre di alcune frasi offensive nei confronti di Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo Borsellino, che Maurizio Gasparri avrebbe pronunciato durante il dibattito.
“Abbiamo notizia di parole gravemente offensive che il senatore Gasparri avrebbe pronunciato nei miei confronti nel corso del suo intervento al "Premio Borsellino" – ha replicato poco fa Salvatore Borsellino – Ci riserviamo di esaminare la registrazione dell'intervento per verificare quali siano state le parole pronunciate e valutare eventuali azioni legali da intraprendere nel caso quanto mi è stato riferito sia effettivamente avvenuto, eventualità che riteniamo possibile ed in sintonia con la personalità dell'autore dell'intervento e che riteniamo gravissima soprattutto se riferita all'ambito in cui sarebbe avvenuta”.
Facendo un passo indietro si può rileggere con più cognizione di causa ciò che è avvenuto oggi. Tutto inizia con le aspre polemiche sollevate per l'eventuale partecipazione di Clemente Mastella al Premio Borsellino. Partecipazione che poi non c'è stata. Nodari ha ribadito che l'idea di realizzare un dibattito tra Clemente Mastella e Luigi de Magistris all'interno del Premio Borsellino era stata approvata dall'ex ministro della giustizia e disapprovata dall'ex magistrato, facendo di fatto saltare l'incontro che non veniva quindi inserito nell'ultima stesura del volantino.
Quest'anno, oltre alla partecipazione di magistrati come Antonio Ingroia, Antonino Di Matteo, Maurizio De Lucia e Piergiorgio Morosini, gli inviti al Premio Borsellino erano stati estesi ad altri esponenti della società civile, così come ad alcuni esponenti di Centrosinistra e ad altri del Centrodestra. Qualche forfait è arrivato dal Centrosinistra, mentre diverse conferme di partecipazione sono giunte dal Centrodestra. Conferme che, nelle persone di Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa, hanno riacceso inevitabilmente le polemiche.
Aspre polemiche che ci riportano agli anni bui del nostro Paese nei quali per bloccare sul nascere le contestazioni bastava infiltrare con qualche “disturbatore” i movimenti di protesta che finivano poi essere ritenuti gli unici responsabili delle azioni violente perpetrate.
Un rischio molto alto per coloro che anche oggi pacificamente hanno manifestato il proprio dissenso nei confronti di presenze inopportune ad una manifestazione nazionale sulla legalità e che possono venire strumentalizzati da interessi politici.
Ogni aggressione va condannata e per questo la nostra solidarietà va a Leo Nodari per l'atto vile che ha subito.
Ma la critica nei confronti degli organizzatori del Premio Borsellino per avere invitato alcuni esponenti del Centrodestra che nulla hanno a che spartire con la memoria di Paolo Borsellino e che possibilmente intendono rifarsi una verginità parlando di antimafia, resta più che mai immutata.

(da: Antimafia2000)
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Leo Nodari è stato aggredito ma non, Maurizio Gasparri. Non Vi sembre strana questa 
coincidenza..? Se la prendevavono con i fascisti ma, a questi nulla è capitato..! Alle coincidenze personalmente non credo....
  Masaghepensu
 (Ma se ci penso)

lunedì 27 aprile 2009

[Prospettive] Beppe Grillo

Lunedì 27 Aprile 2009

Da:

Tutti insieme, schifosamente insieme
Auschwitz: per non dimenticare
Franceschini, il Boccone del Prete, ha invitato lo psiconano al 25 aprile.
Nessuno ci aveva pensato prima, neppure Topo Gigio. Di questa ricorrenza,
Testa d'Asfalto si era sempre fregato, come un vero fascista. Quest'anno pero
aveva un giorno libero dagli incontri usuali con veline, piduisti, mafiosi,
ex repubblichini, banchieri condannati, avvocati di fiducia finiti in
carcere, corrotti, negazionisti, stallieri e letteronze. Per la prima volta
nella sua vita, inoltre, non doveva recarsi in tribunale e vedersi il sabato
mattina con Ghedini. Questo grazie al Lodo Alfano firmato da manolesta
Napolitano. Se Mussolini avesse avuto il Lodo Ciano firmato dal Re non
sarebbe finito a Piazzale Loreto. Lo psiconano la storia del fascismo la
conosce bene grazie ai racconti di Gelli. E si e premunito per tempo.
PDL e PDmenoelle insieme. Il 25 aprile trasformato in un pastone per maiali.
Fini e Alemanno, La Russa e Gasparri non sono postfascisti redenti, ma
prepiduisti contenti. D'Alema, Fassino e Violante, servitori di un solo
padrone, quello di Arcore e delle sue televisioni. Mescolati in sfilata con
RutellichescappadaGenchi, Mastella e Pomicino candidati alle europee e i
leghisti che volevano andare a prendere i fascisti casa per casa. Come diceva
Boss(ol)i. Tutti insieme schifosamente.
La Resistenza e il fascismo sono due cose diverse. Lo sa anche un bambino. La
Resistenza e stata fatta CONTRO il fascismo, CONTRO le leggi razziali, CONTRO
il nazismo. Celebrare i caduti di entrambi puo forse essere un atto
umanitario, ma non nel giorno della Resistenza. E' come ricordare i nazisti
nel giorno della Shoah insieme ai milioni di ebrei morti nei campi di
concentamento.
Se Il codazzo di servi di Berlusconi, sempre piu numeroso, vuole festeggiare,
si faccia la sua festa. Il pdue novembre mi sembra una data adatta. La
chiamino Festa della Mafiomassoneriananofascista. Mi sembra un nome
appropriato.
Un anno fa invitai al Vday chiunque volesse opporsi alla fascioinformazione.
Mi presi del populista, qualunquista. Mi dissero, i cosiddetti rappresentanti
della Resistenza, che profanavo il 25 aprile. A Torino la sinistra boicotto
un Vday con 120.000 persone in piazza San Carlo e in via Roma e due milioni
in tutta Italia. Precari, operai, studenti, disoccupati. Il popolo della
nuova Resistenza. Quella contro questo regime e i suoi collaborazionisti da
quattro soldi. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

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La Costituzione e' una Carta antifascista, nella forma e nella sostanza,
ed e' amata soltanto da chi si riconosce sinceramente nei suoi valori
di democrazia, di liberta', di solidarismo e di antifascismo.

sabato 18 aprile 2009

Una firma per la democrazia, un fiore per la libertà

Aderisci all’iniziativa promossa dal Coordinamento delle Associazioni Resistenza, Deportazione, Internamento Militare e Perseguitati Politici del Piemonte, denominata “Una firma per la democrazia, un fiore per la libertà” che si propone un raccolta di firme per contrastare il Progetto di Legge n. 1360 che istituisce l’Ordine del Tricolore e di fatto intende equiparare tutti i combattenti della Seconda Guerra Mondiale, parificando chi ha combattuto per la libertà e la democrazia e chi ha servito il regime nazifascista.

Chi volesse aderire firmando on line può farlo attraverso il sito

www.no1360.it

che è stato appositamente creato

Chi volesse saperne di più, le iniziative in corso e dove è possibile firmare, può contattare uno di questi numeri attivi in ogni capoluogo di Provincia del Piemonte

Torino - 011/521.16.79
Asti - 0141/35.33.08
Alessandria - 0131/44.38.61
Cuneo 0171/60.36.36
Novara 347/22.17.941
Verbano-Cusio-Ossola 0323/58.68.02
Biella-Vercelli 0163/52.005

sabato 28 marzo 2009

Antifascismo, a Milano resta solo la piazza.

Luciano Muhlbauer*,

Antifascismo, a Milano resta solo la piazza Il caso: A pochi mesi dal raduno dell'estrema destra a Colonia, fallito soprattutto grazie alla protesta delle forze democratiche, Forza Nuova ha organizzato un appuntamento simile nel capoluogo lombardo. E' previsto il 5 aprile prossimo, e tutto quello che il sindaco Moratti ha da dire al riguardo è che "bisogna essere liberi di manifestare il proprio pensiero" e quindi "non me la sento di intervenire". Per impedire l'oscena adunata, rimane solo la mobilitazione


Colonia, Germania, settembre 2008. Il tentativo di organizzare un grande raduno continentale dell'estremismo di destra, con una "conferenza contro l'islamizzazione", era miseramente fallito. Degli invitati stranieri, tra cui il Front National francese, alla fine si era presentato soltanto l'italiano Borghezio, ma nemmeno lui riuscì a terminare il suo intervento. Raduno vietato dalla polizia, in seguito alla mobilitazione antifascista di decine di migliaia di persone, tra cui anche il Sindaco di Colonia, Fritz Schramma, del partito di centrodestra Cdu, che dichiarò esultante che "a Colonia non c'è posto per razzismo, intolleranza, discriminazione e ogni odore di fascismo" e che "a questa cricca marcia di eurofascisti noi possiamo indicare solo la porta d'uscita e cacciarli".

Milano, Italia, marzo 2009.

Il gruppo neofascista Forza Nuova ha annunciato un "convegno/manifestazione" di carattere europeo. Dovrebbe tenersi il 5 aprile prossimo, addirittura presso il centro congressi "Stelline", gestito da una fondazione di cui sono soci fondatori Regione Lombardia e il Comune di Milano, e vedrà la presenza di diversi ospiti stranieri, tra cui sicuramente il segretario generale del Front National francese, il vicepresidente del British National Party e il responsabile esteri del greco-cipriota Proti Grammi.

Da una settimana ormai si moltiplicano gli appelli contro il raduno nazifascista, chiamando la città a mobilitarsi. L'Anpi, la Camera del Lavoro e tutte le forze politiche dell'opposizione di centrosinistra, sia in Consiglio Comunale, che in Consiglio Regionale, hanno interpellato direttamente il Sindaco Letizia Moratti e il Presidente Formigoni, oltre che il Prefetto e il Questore, per chiedere una presa di posizione chiara e un impegno per impedire il raduno nella città medaglia d'oro della Resistenza.

Dopo giorni di silenzio, il primo a parlare è stato il Vicesindaco, nonché deputato, De Corato. Per lui non c'è problema, perché se possono manifestare quelli dei centri sociali, allora possono farlo anche neofascisti, negazionisti e razzisti. Fin qui nulla di straordinario, ahinoi, poiché il suo revisionismo militante non è un mistero per nessuno. Ma ieri ha parlato finalmente anche Letizia Moratti, attuale Sindaco di Milano, che ai tempi della campagna elettorale sfilò nel corteo del 25 aprile, accompagnando il padre insignito della medaglia d'argento della resistenza. Ebbene, anche per lei non c'è problema, perché nella città "bisogna essere liberi di manifestare il proprio pensiero" e quindi "non me la sento di intervenire". L'unica nota positiva è rappresentata dall'odierna dichiarazione del presidente della Fondazione Stelline, che concorda sull'inopportunità di concedere gli spazi del centro congressi.

Complimenti Sindaco Moratti, a suo confronto il moderato Sindaco di Colonia sembra quasi un estremista di sinistra. Eppure, guardandoci attorno in Europa non è Fritz Schramma ad apparire fuori luogo, bensì Letizia Moratti. Tutto il continente sta vivendo un'epoca di crescita delle attività, delle violenze e della legittimazione culturale dell'estremismo di destra, ma in quasi tutti i paesi europei anche i partiti della destra conservatrice o liberale, almeno ufficialmente, ritengono inaccettabile ogni commistione con questo. In Francia, Chirac rifiutava persino i confronti televisivi con Le Pen e in Germania se fai il saluto romano in pubblico ti denunciano davvero. E, proprio in questi giorni il Parlamento Europeo sta discutendo una modifica del suo regolamento, per scongiurare l'eventualità che la prima seduta post-elezioni possa essere presieduta dal deputato anziano, che rischia di essere il fascista Le Pen.

In Italia, invece, tutte queste cose sembrano delle quisquilie. E così capita che il neonazi Roberto Fiore faccia l'eurodeputato per grazia di Berlusconi o che gli squadristi di Forza Nuova possano tranquillamente sfilare, armati di spranghe e braccia tese, per le vie di Bergamo, mentre i manifestanti antifascisti vengono caricati brutalmente dalla polizia. Oppure, succede che si consideri perfettamente normale e legittimo che Milano ospiti un raduno nazifascista.

Che dire, se non che dobbiamo darci di fare? Già, perché manca soltanto una settimana al raduno e ogni giorno va utilizzato per costruire la mobilitazione, affinché quella oscena adunata non si realizzi.

*Consigliere regionale Lombardia, Prc/Sinistra europea

Benvenuti sul mio Blog

Non criticatemi, cerco soltanto di passare il tempo e, mostrare il mio "indirizzo" politico (politica, la cosa più sporca che esista al Mondo).
Masaghepensu (Ma se ci penso)

appello fini travaglio


Lino Giusti,Luigi Morsello,Daniela,Botolo,Ramona,Andrea Camporese,Tapelon,Farfallaleggera,

Masaghepensu

Masaghepensu
Non più giovane ma non (ancora)decrepito, sono soddisfatto della mia Vita e non domando altro

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