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martedì 17 novembre 2009

Urteil....: Psychologe stoppte Steuerfahnder mit dubiosen Gutachten.....

  Wirtschaft

Steuermoral

17.11.2009

Von Matthias Bartsch
Das Verwaltungsgericht Gießen hat einen Psychologen wegen unzureichender Gutachten verurteilt. Der Mann hatte Steuerfahndern eine "paranoid querulatorische Entwicklung" unterstellt. Die Ermittler gehörten zu einer Sondereinheit, durch deren Arbeit Tausende Betrugsverfahren eingeleitet wurden.
Hamburg - Für die vier Männer ist dieser Gerichtsbeschluss eine späte Genugtuung: Die Steuerfahnder waren vom Land Hessen mit Hilfe fragwürdiger psychiatrischer Gutachten in den Ruhestand geschickt worden. Jetzt hat das Verwaltungsgericht Gießen ihnen jetzt offiziell bescheinigt, dass die Gutachten "nicht entsprechend den fachlichen Anforderungen" erstellt worden waren. Der Gutachter wurde in erster Instanz zu einer Geldbuße von 12.000 Euro verurteilt und erhielt einen Verweis.

Die vier Beamten gehörten zu einer Spezialgruppe der Frankfurter Steuerfahndung, die gegen Besitzer verdeckter Auslandskonten ermittelt hatten. Sie werteten akribisch Akten aus, die bei mehreren Banken beschlagnahmt worden waren - und leiteten, teilweise mit Hilfe der Staatsanwaltschaft, mehrere tausend Verfahren ein. Als ihre Abteilung nach zahlreichen Erfolgen überraschend von einem Großteil der noch 

unbearbeiteten Fälle abgezogen wurde, begannen zahlreiche Fahnder sich bei ihren Vorgesetzten zu beschweren. Ihr Verdacht war, dass die hessische Landesregierung offenbar lieber milde mit Steuersündern umgehen wolle, um mögliche Investoren nicht zu verschrecken.
Dieser Verdacht wurde vom hessischen Finanzminister Karlheinz Weimar (CDU) zwar strikt zurückgewiesen, die Fahnder blieben gleichwohl unbequem. Ihre Proteste brachten der Regierung von Ministerpräsident Roland Koch (CDU) unter anderem einen parlamentarischen Untersuchungsausschuss ein, in dem wenig schmeichelhafte Zustände der hessischen Steuerverwaltung geschildert wurden.
Mehrere Fahnder wurden indes gegen ihren Willen in den Ruhestand versetzt - mit Hilfe von Gutachten, die der jetzt verurteilte Psychiater Thomas H. aus Frankfurt am Main verfasst hatte. In den Expertisen werden den Beamten "Anpassungsstörungen" oder eine "paranoid querulatorische Entwicklung" unterstellt, für die es keinerlei Aussicht auf Besserung gebe. Obwohl zum Teil erst 36 Jahre alt, wurden die Fahnder daraufhin in den Ruhestand versetzt - zwei von ihnen verdienen inzwischen ihr Geld als Steuerberater.
Vier Fahnder wehrten sich jedoch gegen die Entfernung aus dem Amt und legten die Gutachten der Landesärztekammer vor. Die erkannte schon nach einer ersten Durchsicht der dürren Expertisen den "hochgradigen" Verdacht einer "Gefälligkeitsbegutachtung". Die Kammer leitete ein berufsständisches Verfahren beim zuständigen Verwaltungsgericht Gießen ein, das den Verdacht jetzt bestätigte. Der Gutachter H. wurde wegen "fehlerhafter Erstattung von Sachverständigengutachten" für schuldig befunden. Er habe, so das Gericht, gegen ärztliche Sorgfaltspflichten verstoßen.
Thomas H., der in der Vergangenheit immer wieder vom Land Hessen in zahlreichen dienstrechtlichen Verfahren sowie in Gerichtsprozessen als Gutachter eingesetzt worden war, wollte sich dem SPIEGEL gegenüber nicht äußern. Er kann, ebenso wie das Land Hessen, innerhalb von vier Wochen Berufung gegen das Urteil einlegen. Gegen H. läuft jedoch in gleicher Angelegenheit noch ein staatsanwaltliches Ermittlungsverfahren - wegen des Verdachts auf "Ausstellen unrichtiger Gesundheitszeugnisse".
Sollte das Verwaltungsgerichtsurteil Bestand haben, könnten noch zivilrechtliche Verfahren auf H. und das Land Hessen zukommen: Die Fahnder prüfen derzeit, ob sie den Verdienstausfall einklagen werden, der ihnen durch die Zwangspensionierung aufgrund der fragwürdigen Gutachten entstanden ist - oder sogar eine Rückkehr in den Job.
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Tutto il mondo è paese ma, al contrario di quello che succede nella nostra "  bella"  Italia, si va sino in fondo al fine di scoprire tutta la Verità. Gran Bel Paese la Germania.......!!

sabato 4 luglio 2009

Come "lo"/"ci" vedono all'Estero.......

Il settimanale economico internazionale: "Tappa la bocca a chi critica"
Time: "La politica italiana sempre più reality show" e il Cavaliere ne è "il produttore"

Economist: "Il vero scandalo?
Berlusconi che nega la crisi"

dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI


Economist: "Il vero scandalo? Berlusconi che nega la crisi"

LONDRA
- Il padrone di casa del G8, il summit dei grandi della terra che si tiene la settimana prossima all'Aquila, ha "tanti luridi scandali" domestici: ma il più grosso dovrebbe essere il suo rifiuto di riconoscere i problemi economici dell'Italia. Così scrive l'Economist in un ampio servizio dedicato a Silvio Berlusconi nel numero oggi in edicola. Il settimanale concentra l'attenzione su un aspetto singolare del vertice: vedendo i danni causati dal terremoto all'Aquila, i leader del G8 potrebbero pensare che anche le loro economie sono state scosse fino alle fondamenta dalla recessione globale. Ma uno di essi non lo pensa: "Il primo ministro italiano insiste che la recessione, nel suo paese, non sarà severa né prolungata come altrove".

L'Economist osserva che, a prima vista, ciò può apparire veritiero. Il sistema bancario italiano, avendo vissuto isolato e protetto dal resto del mondo, non ha sofferto i disastri di banche americane o britanniche. E un'economia fatta di tante piccole industrie non porta la crisi in prima pagina come fa, negli Usa, il collasso di un gigante quale la General Motors. Ma l'autorevole periodico (un milione e mezzo di copie di tiratura, vendute in tutto il mondo, la maggior parte fuori dal Regno Unito, il che gli dà il titolo di primo vero giornale globale) nota i fattori negativi della nostra economia: la dipendenza dalla esportazioni, l'enorme debito pubblico, la mancanza di riforme per liberalizzare il mondo del lavoro e riformare il sistema pensionistico.
L'Economist elenca le previsioni allarmistiche sul futuro dell'Italia fatte negli ultimi tempi da organismi internazionali e dalla stessa Banca d'Italia, sottolineando che Berlusconi ha reagito a questi dati arrabbiandosi, affermando che bisogna "chiudere la bocca a chi parla di crisi", e suggerendo alle aziende di non fare pubblicità sui giornali che spargono pessimismo.

giovedì 18 giugno 2009

Dedicato alla Gelmini...!

ESPERIMENTO DIDATTICO

Elementari «tecno» per bimbi hi-tech

In una scuola britannica gli alunni studiano con computer, iPod e videocamere digitali

Uno degli alunni della scuola inglese vincitore per il progetto di un un veicolo fatto di mattoncini  di Lego
Uno degli alunni della scuola inglese vincitore per il progetto di un un veicolo fatto di mattoncini di Lego
MILANO - Scuole sempre più tecnologiche si affacciano nel futuro dell’istruzione europea. Tra i Paesi più all’avanguardia in questo campo c’è il Regno Unito, in cui di recente è stato reso noto un nuovo progetto di riforma scolastica per le scuole primarie, in cui verrebbero inseriti corsi di social network, blogging, podcast e consultazione di alcuni siti web come Wikipedia. In questo panorama si colloca perfettamente la neonata scuola ICT di Blackburn, dove i bambini imparano a fare film, utilizzano i giochi d’ingegno dell’iPod, rispondono ai quiz del computer non studiando le materie tradizionali ma apprendono ugualmente e senza nemmeno rendersene conto.

LEZIONI BREVI E HI-TECH - Come riporta l’inviato del Telegraph in visita alla scuola elementare Redeemer Church of England, qui i piccoli alunni, a partire dai 5 anni, sono perennemente alle prese con strumenti tecnologici di ogni tipologia. E si trovano perfettamente a loro agio. Poiché l’attenzione dei bambini dura in media 5 minuti, ogni attività si protrae al massimo per un quarto d’ora, e a quanto pare questo fa sì che il coinvolgimento degli allievi duri più a lungo. Non esistono le materie tradizionali, come storia o geografia, ma si insegna piuttosto «conoscenza e comprensione del mondo». Vengono stimolate le capacità artistiche, l’inventiva ma anche la conoscenza e i ragionamenti, mettendoli alla prova con appositi giochi e quiz interattivi, o ancora imparando a destreggiarsi con le applicazioni dell’iPod come Knots o Tiki-Lite, in cui si fa avanzare una scimmia lungo un percorso solo rispondendo correttamente a una sequenza di domande. I bambini usano dei dispositivi portatili anche per rispondere alle domande degli insegnanti: in questo modo i professori sanno immediatamente chi ha risposto che cosa e valutano la comprensione di ogni alunno. Le lezioni si svolgono in un’unica grande aula, in cui ci sono anche aree destinate alla consultazione dei libri e alle attività manuali. Eppure in questa situazione apparentemente ingestibile, tutto funziona perfettamente: «Imparano senza nemmeno saperlo» afferma l’insegnante Gill Ross, che gestisce la classe insieme a un collega e due assistenti.

RINOMATA NEL MONDO - La Redeemer Church of England è stata valutata la migliore scuola ICT (Tecnologie di informazione e comunicazione) nel Paese. Quattro dei suoi studenti, tutti di dieci anni, hanno vinto un concorso di ingegneria informatica a livello nazionale, programmando un veicolo fatto di mattoncini Lego in modo da fargli fare determinate manovre nel minor tempo possibile. Tutto questo con un investimento negli ultimi cinque anni di 40 mila sterline (47 mila euro circa), spesa contenuta attraverso l’affitto dei materiali e la promozione della scuola come esempio di eccellenza. Studiosi di pedagogia vengono qui da tutto il mondo e la Apple stessa ne ha fatto un centro di prova, fornendo agli studenti i suoi prodotti perchè vengano testati.

Valentina Tubino
18 giugno 2009
(Corriere della Sera)

venerdì 22 maggio 2009

Vaticano SpA

sabato 16 maggio 2009

Italia dall'Estero


Quando la politica è erotismo

[Volkskrant]

Berlusconi, che la settimana scorsa ha nuovamente fatto scalpore a causa della sua predilezione per le giovani donne, si inserisce bene in un più ampio modello di politici europei di destra che usano lo spettacolo come modo di fare politica.

Il programma della BBC Newsnight la settimana scorsa ha chiesto ai suoi spettatori qual’era per loro l’anno più importante: il 1989, quando con la caduta del Muro terminò la Guerra Fredda, oppure il 1979, quando la rivoluzione iraniana e l’elezione della Thatcher come primo ministro britannico segnarono la nascita dell’islamismo in Medioriente e del neoliberalismo in Occidente.

Bella domanda, ma probabilmente la settimana scorsa la maggior parte degli spettatori si interessava di più a Veronica Lario, stufa che suo marito, il premier italiano Berlusconi, confessi così apertamente il suo amore per le donne in generale e per le diciottenni in particolare. Sulle prime pagine c’è scritto ’anno 2009’ e onestamente non sappiamo bene come affrontare la questione. Un mullah iraniano è più semplice da spiegare di un Berlusconi allupato.
Rappresenta solo sé stesso o simboleggia qualcosa di più? È soprattutto una brutta barzelletta italiana o è più europeo di quanto ci piaccia pensare?

L’Italia delle tenebre

Nel recente film Il Divo, ci passa davanti a tutta velocità la storia italiana degli ultimi trent’anni. Per scale arcuate, corridoi labirintici, saloni dagli alti soffitti che ti fanno sentire insignificante, stanzette nascoste dietro le tante porte, e poi strade buie con finestre alte che non permettono di sbirciare dentro e chiese oscure. È qui che la politica, il clero, i servizi di controspionaggio, la mafia, società segrete e la massoneria giocano al loro gioco mozzafiato per il potere. È un’Italia delle tenebre, che si lascia soltanto intuire, e che qui solo quando si manifesta nelle forme dei regolamenti di conti e dei suicidi, insomma per niente abbellita, se non in messinscene.

Centrale è la figura di Giulio Andreotti, il minuto democristiano con il groppone alto in cui la schiva testa affonda così profondamente che sembra quasi voglia costantemente ritirarsi nel corpo al di sotto, preferendo non esporsi all’esterno.

Il suo nome è stato collegato a tutti i grandi scandali del dopoguerra. Dopo tanti anni, ancora non sappiamo esattamente dove sta la verità. Sono stati fatti processi, ma non si è mai arrivati ad una sentenza definitiva. In ogni caso è stato premier sette volte. In una scena del film, Andreotti esprime la sua fede nella grandezza del mistero. In effetti, da non italiano tutto ciò ti trasmette un’imponente senso di imperscrutabilità.

All’inizio degli anni novanta, questo vecchio sistema simboleggiato da Andreotti sarebbe poi crollato, insieme agli altri relitti della Guerra Fredda. Dalle macerie si è però fatto largo ed è uscito alla luce un fiorellino rampicante, quello di Berlusconi. Il miliardario era stato membro di una equivoca loggia massonica chiamata Propaganda Due, ma ne era sufficientemento ‘pulito’ da potersi costruire una carriera che l’ha portato ad essere il politico italiano più importante degli ultimi quindici anni.

Penombra

Durante il suo governo, non sentiamo più parlare granché dell’Italia delle tenebre, almeno non nel senso in cui se ne parlava a suo tempo. Rimane però ancora una certa penombra. Anche con Berlusconi tutto gira intorno al potere, ma dove finisca l’interesse di stato e cominci l’interesse personale è qualcosa che sfugge alla nostra percezione. Allo stesso modo per gli stranieri è impossibile capire come faccia a farla sempre franca con tutte le libertà che si concede, tutti i capricci che fa ed i diciassette processi iniziati contro di lui. Sotto questo riguardo rimane molto italiano e gli stranieri lottano proprio come ai tempi di Andreotti per risolvere il mistero di come qualcuno possa rimanere al potere così a lungo sia amato da così tanti italiani.

Una parte della spiegazione sta nel fatto che abbia continuato a servirsi dell’anticomunismo, il vecchio piede di porco estratto dalla scatola magica della Democrazia Cristiana, che in Italia è rimasto uno strumento elettorale efficace persino dopo il comunismo.



Un modello più ampio

Allo stesso tempo, Berlusconi però sembra essere un tassello di un più ampio modello europeo nel quale sono i politici di destra a sfruttare al meglio l’era mediatica post-ideologica scegliendo un modo personalizzato di fare politica, dove lo spettacolo diventa il mezzo preferito per conquistare il potere.

Rilasciano affermazioni energiche, impertinenti, fanno viaggi spettacolari, portano singolari acconciature appariscenti, fanno il trapianto di capelli, frequentano il solarium tutte le mattine o si sposano con una meravigliosa fotomodella. Questa è la differenza tra il presidente francese Sarkozy ed il socialista spagnolo Zapatero. Berlusconi è quello che si spinge più in là. Sul Neue Zürcher Zeitung viene caratterizzato come un maestro della ’biopolitica’, riprendendo un termine di Foucault.

Che davvero lo capiamo del tutto o no, solo appena trent’anni dopo l’ayatollah Khomeini, in Europa possiamo dire: la politica è erotismo.

[Articolo originale "Politiek is erotiek" di Arie Elshout]

Benvenuti sul mio Blog

Non criticatemi, cerco soltanto di passare il tempo e, mostrare il mio "indirizzo" politico (politica, la cosa più sporca che esista al Mondo).
Masaghepensu (Ma se ci penso)

appello fini travaglio


Lino Giusti,Luigi Morsello,Daniela,Botolo,Ramona,Andrea Camporese,Tapelon,Farfallaleggera,

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Non più giovane ma non (ancora)decrepito, sono soddisfatto della mia Vita e non domando altro

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