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mercoledì 18 novembre 2009

IL FATTO di ENZO .......

  Stiamo vivendo in un clima da delirio, e non escludo che tra poco sui muri   ricompaia, con versione al plurale, la leggendaria: “Aridatece i puzzoni”.    (1994)

 

venerdì 19 giugno 2009

Banche e corruzione.

Le banche che favoriscono la corruzione. E non fanno crescere il Sud del mondo

Postato lunedì 15 giugno 2009 e inserito in Economia. Puoi seguire i commenti a questo articolo attraverso i feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.

di Luca Manes

Alcune delle più importanti banche del mondo, tra cui Barclays e Citibank, hanno favorito la corruzione e conseguentemente danneggiato lo sviluppo di molti dei Paesi più poveri del pianeta. Questo il dirompente messaggio che l’Ong Global Witness ha consegnato ieri al Comitato d’inchiesta del Congresso Usa sui servizi finanziari.

Nella sua deposizione pubblica, la rappresentante di Global Witness Anthea Lawson ha evidenziato come la mancata applicazione delle normative sul riciclaggio di denaro sporco abbia favorito pratiche di corruzione, permettendo a numerosi politici del Sud del mondo di tenere uno stile di vita molto elevato, a dispetto del fatto che il resto della loro popolazione si trovi in condizioni di estrema povertà. Secondo la Lawson “i fattori chiave che permettono alle banche di fare affari con i regimi corrotti sono esattamente gli stessi che fanno sì che quei medesimi istituti di credito destabilizzino gli Stati Uniti e le altre economie del Nord del mondo. Dal momento che ora si parla tanto di mettere delle regole più serie e stringenti sull’operato delle banche, bisogna esaminare con attenzione anche il problema della corruzione e delle sue implicazioni in merito alla diffusione della povertà”.

Due i casi citati nel dettaglio da Global Witness durante l’audizione al Congresso: la Liberia e la Guinea Equatoriale. In Liberia Citibank ha aiutato l’ex presidente Charles Taylor a spostare i proventi dell’industria del legno sui suoi conti personali e a finanziare l’annoso conflitto che ha martoriato per anni il Paese. Val la pena rammentare che Taylor è ora a processo per crimini di guerra. In Guinea, invece, la Barclays ha mantenuto un conto corrente intestato al figlio del presidente nonostante un istituto di credito americano, la Riggs Bank, fosse già stato punito in patria sia penalmente che civilmente per le sue attività legate al regime guineano, abile a sfruttare a suo favore i proventi dei ricchi giacimenti petroliferi del Paese.

Quelli appena citati sono solo due esempi di Paesi dove il benessere derivante dalle risorse naturali si è concentrato nelle mani di una esigua minoranza, il tutto con l’aiuto delle banche internazionali. I costi umani sono alti, dal momento che i cittadini non solo sono depredati dei possibili benefici derivanti dalla corretta gestione di quelle stesse risorse, ma la corruzione inoltre genera e acuisce conflitti. La maggior parte delle legislazioni globali richiede alle banche di segnalare chi sono i propri clienti e da dove derivano i loro fondi, in modo da evitare che nelle casse degli istituti di credito finiscano i proventi della corruzione. Nel rapporto di Global Witness “Undue Diligence”, presentato all’audizione al Congresso, ci sono prove schiaccianti che le banche i relazionano con clienti le cui pratiche di corruzione sono evidenti e di pubblico dominio.

[Fonte Finansol]

Notizie correlate:

  1. -Il baco della corruzione
  2. -Banche e associazioni si confrontano
  3. -Manuale di sopravvivenza alla guerra. Campagna Banche armate
  4. -Scandalo derivati, ecco come le banche ingannano i Comuni
  5. -Cassa di Risparmio di Firenze lascia le Banche Armate

2 commenti a “Le banche che favoriscono la corruzione. E non fanno crescere il Sud del mondo”

lunedì 4 maggio 2009

Divorzio all'italiana.!

Veronica-Silvio,divorzio all'italiana Veronica-Silvio,divorzio all'italiana <<--Clik--Video


Separazione dopo 30 anni. Lei: "Ho cercato di aiutarlo. E' stato inutile". Lui: ''Sono addolorato''

Privato e politico.....mantenere separate le due cose, mi sembra abbastanza difficile. Siamo noi Italioti, a decidere se sarà possibile. Tra chi vota Berlusconi pur restando immuni dal suo fascino o dal suo danaro, vi saranno pure persone che piglieranno posizione e saranno solidali con la Sig.ra Veronica schierandosi contro un marito troppo "libertino". Di "cavolate" questo personaggio ne ha già commesso a bizzeffe, e sarebbe ora di "inquadrarlo" entro determinati limiti di decenza anche se, lui, ha dimostrato di esserne decisamente refrattario. Sinceramente......vostro...
Masaghepensu
(Ma se ci penso)
(Repubblica)

La Veronica Nazionale



Sono ambedue presenti sul sito di Robecchi ma il primo è stato
pubblicato anche sul manifesto.

Veronica dixit! Pensieri e parole del nuovo capo dell’opposizione
<http://www.alessandrorobecchi.it/index.php/200904/veronica-dixit-pensieri-e-parole-del-nuovo-capo-dellopposizione/>

pubblicato in Il Manifesto
<http://www.alessandrorobecchi.it/index.php/category/il-manifesto/>

Il leader dell’opposizione a Silvio Berlusconi vive in ville di
proprietà di Silvio Berlusconi, indossa gioielli regalati da Silvio
Berlusconi, ed è addirittura sposata con Silvio Berlusconi. Fa
un’opposizione durissima, e dice cose per cui qualunque giornalista
potrebbe perdere il posto, qualunque direttore potrebbe essere
destituito e qualunque vignettista potrebbe essere sanzionato. La
lezione è semplice: se per sfuggire al precariato dovete sposare un
figlio di Silvio, per fare l’opposizione dovete sposare direttamente
Silvio (è un lavoro sporco, ma qualcuno deve pur farlo).

Si tratta insomma della classica opposizione della regina al re,
fatta di linguaggi criptici, di messaggi in codice, di allusioni.
Questo giornale, che tiene alla trasparenza anche nei rapporti di
coppia, offre ai suoi lettori la corretta traduzione in italiano delle
parole del leader dell’opposizione, signora Veronica Berlusconi.

Veronica Berlusconi: (a proposito della festa per i 18 anni di una
signorina napoletana alla quale Silvio Berlusconi si è precipitato
domenica scorsa)… “Che cosa ne penso? La cosa ha sorpreso molto
anche me, anche perché non è mai venuto a nessun diciottesimo
compleanno dei suoi figli pur essendo stato invitato".

Traduzione: E ora, quando questa giovinetta si presenterà con in
mano il test del dna, cosa diavolo le daremo? L’Einaudi? Rete
Quattro?

Veronica Berlusconi: “Il divorzio? Potrei dire che ci sto pensando
da dieci anni e che sono lenta a prendere le decisioni. Non avere
compiuto questo passo ha dato risultati molto positivi per i miei
figli”.

Traduzione: Ho fatto bene a non divorziare tutte le volte che avrei
potuto. Ora che i miei figli hanno ottenuto incarichi nelle aziende di
famiglia e quote azionarie sì, potrei togliermi questo sfizio. Che
dite, mi prendo la Mondadori o Canale 5?

Veronica Berlusconi: “Ora sono serena, non ho pensieri di questo
tipo. Voglio stare fuori da tutto e non fare nessun tipo di
dichiarazioni”.

Traduzione: Me ne starei anche buona e zitta. A meno che non venga
fuori qualche signorina che lo chiama “papi”. In questo caso metto
mano alla pistola, oppure telefono all’Ansa.

Veronica Berlusconi: Quello che emerge oggi attraverso il paravento
delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è
la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la
credibilità di tutte.

Traduzione: Pensavo che questa fissa della gnocca gli passasse dopo i
70 anni. Se becco quello che ha inventato il Cialis lo prendo a
sberle!

Veronica Berlusconi: “Qualcuno ha scritto che tutto questo è a
sostegno del divertimento dell’imperatore. Condivido: quello che
emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore, tutto in nome del
potere”

Traduzione: “Ecco! Lui si diverte mentre noi siamo qui, a casa,
lasciati nell’indigenza e sotto la soglia di povertà!”

Veronica Berlusconi: “Voglio che sia chiaro che io e i miei figli
siamo vittime e non complici di questa situazione. Dobbiamo subirla e
ci fa soffrire".

Traduzione: Se non ci mettiamo i baffi finti e se non ci cambiamo
cognome è perché in effetti chiamarsi Berlusconi, avere un marito e
un padre così, è ancora parecchio conveniente!

Clamoroso! L’unica opposizione a Berlusconi è sposata con
Berlusconi!
<http://www.alessandrorobecchi.it/index.php/200904/clamoroso-lunica-opposizione-a-berlusconi-e-sposata-con-berlusconi/>

pubblicato in Varie & eventuali
<http://www.alessandrorobecchi.it/index.php/category/varie/>

Più dura di Di Pietro, più efficace di Franceschini, finalmente in
Italia c’è un’opposizione seria a Silvio Berlusconi. E’
finanziata da Silvio Berlusconi e si chiama Miriam Bartolini, in arte
Veronica Lario, in arte (e due!) Veronica Berlusconi. E sua l’unica
voce che si alza contro il più ridicolo primo ministro del mondo alla
vigilia delle elezioni europee. Al PV (Partito Veronica) e alla sua
leader (Veronica Lario) non sono andate giù le indiscrezioni sulle
avvenenti signorine che il marito vorrebbe candidare alle europee.
Durissime le sue dichiarazioni: "Quello che emerge oggi attraverso il
paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più
grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che
offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere
e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che
ancora lo sono a tutela dei loro diritti". Una frase dura, che
tradotta in italiano suona così: sei un porco. Il PV ha poi duramente
criticato la decisione del capo del gioverno di far visita a una
misteriosa ragazzina napoletana nel giorno del suo diciottesimo
compleanno, ragazzina che chiama Silvio Berlusconi "papi", senza aver
mai chiesto il test del dna. Anche qui sono piuttosto dure le
dichiarazione della leader del PV: "La cosa mi ha sorpreso molto,
anche perchè non è mai venuto a nessun diciottesimo dei suoi figli
pur essendo stato invitato". Una frase dura, che tradotta in italiano
suona così: sei un porco. Ma dietro le feroci critiche della leader
del PV c’è anche dell’acquiescienza nei confronti del capo del
governo. Per esempio Veronica Lario dice "Mio marito insegue lo
spirito di Napoleone", tacendo che Napoleone era più alto, molto più
intelligente e aveva persino i capelli. Del resto, siamo immersi in
uno scandalo tipicamente italiano. L’unica voce di dissenso e di
opposizione a Silvio Berlusconi vive in alcune ville di proprietà di
Silvio Berlusconi, indossa gioielli regalati da Silvio Berlusconi, ha
sistemato per sempre i suoi figli nelle aziende di Silvio Berlusconi,
ed è addirittura sposata con Silvio Berlusconi. Nella foto, il capo
del governo e il capo dell’opposizione.

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__._,_.___
Rappresentanza Politica? Prima la si *clownizza* (con varianti
mignottesche - con tutto il rispetto per le vere mignotte!!),
poi la si usa anti-statualmente nel grande processo di
decostituzionalizzazione in corso... e poi...VIA AL SULTANATO!!!

domenica 3 maggio 2009

Motore di ricerca intelligente.

INTERNET

Wolfram Alpha, il web risponde
a (quasi) tutte le nostre domande

Il motore di ricerca "intelligente" presentato all'università di Harvard dal professor Stephen Wolfram, il fisico britannico che lo ha creato. Il lancio a settimane. Sarà completamente gratuito per gli internauti dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI


Wolfram Alpha, il web risponde a (quasi) tutte le nostre domande

Stephen Wolfram

LONDRA - E' una nuova rivoluzione per internet: un motore di ricerca in grado di dare risposte precise a domande precise, anche alle più complicate, anziché travolgere l'utente con centinaia o migliaia di pagine di riferimenti dai quali poi ognuno deve pescare le informazioni di cui ha bisogno. E' un motore di ricerca "intelligente", capace di rispondere a una domanda quasi come risponderebbe un essere umano: un essere umano, naturalmente, onnisciente, che sa tutto e sa convogliare questa immensa conoscenza in poche frazioni di secondo alla persone che lo ha interrogato. Presentato agli addetti ai lavori nei giorni scorsi alla università di Harvard dal professor Stephen Wolfram, il fisico britannico che lo ha creato, il rivoluzionario sistema verrà lanciato ufficialmente nel mese di maggio. Si chiamerà come il suo inventore: Wolfram Alpha. E sarà completamente gratuito per gli internauti.

Qualche esempio delle domande a cui Wolfram Alpha sa rispondere: "Quando sarà visibile da Birmingham la prossima eclisse di sole?", quesito al quale il motore di ricerca invia una risposta concisa e precisa. Gli si potrà chiedere "quanto è alto il monte Everest?", e Wolfram Alpha, oltre a fornire la riposta esatta, la accompagnerà con una paginetta di informazioni utili correlate, come la posizione geografica, le città più vicine, il confronto con altre montagne, grafici e cartine. In pratica, la ricerca perfetta, nello spazio di qualche secondo. Ma gli si potranno porre domande assai più complesse, come "confronta l'altezza del monte Everest con la lunghezza del Golden Gate Bridge di San Francisco". Oppure: "Dimmi che condizioni atmosferiche c'erano a Londra nel giorno in cui fu assassinato John Kennedy a Dallas". E così via. In sostanza, Wolfram Alpha sarà un programma dotato di qualcosa che va molto vicino all'intelligenza artificiale. In più, i suoi dati e le sue informazioni saranno "controllate" da una squadra di scienziati ed esperti, che non solo le aggiorneranno continuamente, ma garantiranno che non ci siano errori o controversie del tipo di quelli che appaiono talvolta su fonti come Wikipedia, l'enciclopedia libera online a cui tutti possono contribuire.
"Siamo solo all'inizio", dice il professor Wolfram al quotidiano Independent di Londra, che lo ha intervistato nell'edizione di oggi, dedicando tutta la prima pagina alla notizia della sua straordinaria scoperta. "Il mio sistema può diventare importante per il web quanto lo è stato Google". Dietro, c'è una montagna di soldi, tenuto conto che Google, attualmente il motore di ricerca più consultato del pianeta, ha un valore di circa 100 miliardi di dollari. Il limite di Wolfram Alpha è che per il momento, essendo stato pensato inizialmente solo per il mondo accademico, contiene per lo più informazioni di un certo tipo, che a tale mondo possono interessare: i suoi dati sulla cultura popolare di massa, per esempio, sono ancora pochi, e se uno ci digita sopra "50 cent", riceve notizie su crisi economiche e problemi valutari, non sul gruppo di musica rap. Ma è una lacuna che verrà in seguito colmata. Anche Google, del resto, ha rivelato di recente che sta lavorando a un motore di ricerca "intelligente" di questo genere. E il "papà" di Wolfram Alpha, ovvero il professore che lo ha inventato, non esclude alleanze: "Potremmo lavorare insieme a Google in futuro. Cerchiamo partner nell'ambito dei motori di ricerca, dei media, delle news. Crediamo che possano crearsi grandi sinergie in questo campo". Una cosa è certa: se questo è il futuro di Internet, non abbiamo ancora visto niente. Lo studio, il lavoro, il tempo libero, nulla sarà più nemmeno lontanamente come prima.

(3 maggio 2009)

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Io domanderei subito: che tipo di persona è il presidente del consiglio italiano?

Probabilmente andrebbe subito in "tilt", o no?

Masaghepensu

(la Repubblica)


sabato 2 maggio 2009

SPAM, cosa dice Google.

Il tuo indirizzo non è nemmeno elencato.

Stai ricevendo spam che non è indirizzato a te.

    Probabilmente il messaggio è conseguenza di una pratica molto diffusa tra gli spammer, chiamata "dictionary spamming". I dictionary spammer spesso utilizzano un'applicazione software che riesce a indovinare indirizzi di posta elettronica a caso, basandosi sulle parole presenti nel dizionario.

    Gli spammer utilizzano poi questi elenchi di indirizzi per inviare email collettive. Se ricevi un messaggio e non vedi il tuo indirizzo nei campi 'A:' o 'Cc':,significa che ti è stato inviata una copia carbone dello spam (il tuo indirizzo è stato incluso nel campo 'Ccn:').

    Come sempre, ti chiediamo di aiutarci a fermare gli spammer, invitandoti a segnalarci tutti i messaggi spam ricevuti nella tua casella di posta. È sufficiente selezionare la casella accanto alla posta indesiderata e fare clic su "Segnala come spam".

    Ricordati inoltre che Gmail non venderà, affitterà o condividerà mai informazioni in grado di identificarti personalmente a fini di marketing senza il tuo esplicito consenso. Per esaminare le Norme sulla privacy di Gmail, visita la pagina http://mail.google.com/mail/help/intl/it/privacy.html.

La first lady «Sono una donna oramai abituata alla solitudine»

Veronica, tormento e affondo

«Prima o poi penserò a me»

Lo sfogo: lotto per i ragazzi. La «sorpresa» di Marina e Piersilvio

Veronica Lario

MILANO - È l’ora, in parti­colare, ad aver stupito tutti: le 22 e 38. Chi la conosce bene, sa che i colpi di testa non appartengo­no a Veronica Lario. E invece, quel comunicato inviato all’An­sa a tarda sera, dimostrerebbe l’esatto contrario. Ecco perché molti si sono chiesti che cosa possa aver scate­nato l’irritazione improvvisa del­la moglie del presidente del Con­siglio. Arrivati a questa fase del­la vicenda, sono rimasti in pochi a credere al movente della gelo­sia. Al di là delle foto ufficiali e dei servizi posati e concordati— come quello a Portofino con tut­ta la famiglia allargata — per i Berlusconi il Mulino Bianco sem­bra essere un’idea oramai sbiadi­ta. D’altronde, da anni Veronica Lario coltiva con passione la sua immagine di donna forte, anti­conformista e intellettualmente indipendente, anche rispetto al marito. Basta ricordare le sue di­chiarazioni su alcune vicende pubbliche, come la fecondazio­ne assistita o il caso Englaro. E per questo appare difficile imma­ginare che possa ancora ingelo­sirsi per le boutade o le iniziati­ve folcloristiche di Silvio Berlu­sconi. Lei stessa nella sua lettera pubblica del 31 gennaio 2007 scriveva: «Nel corso del rappor­to con mio marito ho scelto di non lasciare spazio al conflitto coniugale, anche quando i suoi comportamenti ne hanno creato i presupposti».

Allora la lite fu composta con le pubbliche scu­se del consorte, che misero a ta­cere anche le insistenti voci di di­vorzio. Poi arrivò la «trasforma­zione » di Veronica: capelli mossi e non più lisci, abiti colorati neo-folk, l’adorato nipotino Ales­sandro, il figlio di Barbara, esibi­to con orgoglio. E spesso accan­to, per un improvviso restyling familiare, Silvio Berlusconi. Tutto inutile. La tregua appa­rente è stata rotta l’altro ieri da quel comunicato carico d’ira e d’indignazione. E nulla esclude che Veronica possa rendere an­cora più esplicito il conflitto e abbandonare le convenienze. Sa­rebbe nel suo stile. A infastidir­la, stavolta, l’improvvisata di Berlusconi a Napoli, alla festa di 18 anni di Noemi Letizia. In un momento delicato in cui forse lei avrebbe preferito che il mari­to rimanesse a casa, magari ac­canto alla figlia Barbara, al setti­mo mese di gravidanza, in atte­sa del secondo bambino. Ma in­tanto chi conosce bene i Berlu­sconi sa che vivono da anni in case diverse: Veronica a Mache­rio, Silvio ad Arcore. Difficili da credere, dunque, le frequenti battute del premier su episodi di quotidianità familiare.

Alle amiche più care, poche e selezionate, la riservatissima Ve­ronica avrebbe più volte confida­to la sua solitudine: «Abbiamo esistenze separate. Io sono una donna oramai abituata alla soli­tudine. Ma per fortuna mi onora e mi rafforza il mio ruolo di mamma e di nonna. È per i miei figli che vivo. E combatto. A me? Ci penserò solo quando tutto sa­rà a posto». Una frase sibillina. Che però, chi la conosce bene, interpreta nell’ottica della grande questio­ne, tuttora irrisolta, della sparti­zione ereditaria. Aspetto che sa­rebbe pesantemente dietro la sua esternazione di martedì se­ra. Il futuro manageriale e patri­moniale dei suoi tre figli — Bar­bara, Eleonora e Luigi — sta par­ticolarmente a cuore a Veronica Lario. Che spesso avrebbe mani­festato i suoi timori di vederli pe­nalizzati rispetto a Marina e Pier­silvio, nati dal primo matrimo­nio del Cavaliere con Carla Elvi­ra Dall’Oglio. È la Fininvest, la «cassaforte» di famiglia, ad esse­re al centro della contesa. C’è poi da definire l’eredità patrimonia­le di Berlusconi. Nel 2006 è stato assegnato a ognuno dei tre figli avuti da Veronica Lario il 7,6 per cento di Fininvest. Ma c’è anco­ra da fare. Sia per quanto riguar­da il 63 per cento del gruppo an­cora in mano al Cavaliere, sia per stabilire chi comanderà dav­vero domani. Ciò nonostante, se­condo indiscrezioni, Marina e Piersilvio ieri avrebbero accolto con sorpresa la dichiarazione al­l’Ansa di Veronica.

Infine, un’altra questione di fondo riguarderebbe l’esito di un’eventuale separazione. Di qui quel «poi penserò a me», spesso ripetuto alle amiche. Si dice in­fatti che la sua lettera pubblica del gennaio 2007 avrebbe dato il via a una sorta di «lodo» (smenti­to dall’avvocato del premier, Nic­colò Ghedini) che prevedereb­be, in caso di separazione, una diversa e più cospicua sistema­zione patrimoniale per Veronica Lario. Fin qui le ipotesi. Resta il ge­sto di grande rottura scelto dalla signora Berlusconi. Rispetto al quale sono arrivati, naturalmen­te, apprezzamenti da sinistra. Ad esempio quello di Giovanna Me­landri. Ma il «popolo» azzurro ha gradito davvero poco. Ieri, in­fatti, il sito del Pdl è stato bom­bardato con email d’ira e di pro­testa. Il bersaglio, si capisce, era lei, Veronica. Il capo d’imputazio­ne: ha danneggiato l’immagine del premier. E così c’è chi, come Andrea, scrive: «Caro Presiden­te, dica a sua moglie di compor­tarsi da vera first lady e di accom­pagnarLa nei suoi viaggi istitu­zionali come fanno le altre. Altro che comunicati indignati».

Angela Frenda
30 aprile 2009

martedì 28 aprile 2009

venerdì 17 aprile 2009

Pane e libertà

Anche Pane e Libertà nel segno del falsificazionismo e del revisionismo storici


Non poteva essere diversamente. Anche la fiction su Giuseppe Di Vittorio, Pane e Libertà, mandata in onda dalla RAI nei giorni 15 e 16 Marzo, dopo tante già propinate negli ultimi venti anni negli schermi televisivi su politici, papi, “foibe”, personaggi od episodi del ventennio fascista, della Resistenza, della storia sociale dell’Italia degli ultimi due secoli, si inserisce nel grande filone del falsificazionismo e del revisionismo storico per imporre alle nuove generazioni un’assimilazione dei fatti e dei personaggi della storia, indelebile con l’immagine e spesso con la buona recita degli attori (buona non si riferisce alla corretta interpretazione dei personaggi, ma semplicemente alla elevata capacità professionale), nel segno del pensiero unico, fondato sulla negazione della lotta di classe come motore della storia mondiale e quindi sulla priorità degli aspetti individuali su quelli sociali, cioè sull’assegnare una maggiore importanza ai fatti della vita privata rispetto alle relazioni sociali, ai rapporti di produzione che stimolano la coscienza sociale.

Il pensiero unico, un mix di liberalismo e conservatorismo aristocratico, battezzato alla fine degli anni ’80 del XX secolo (con la ristampa di A. De Tocqueville, L’antico regime e la rivoluzione, Rizzoli, Milano, 1989; con la rivalutazione sui mass media di Nietzsche e con l’esaltazione dei nuovi filosofi ed in particolare di Foucault) come “nuovo pensiero”, tanto caro anche a Gorbacev e Shevarnadze per disintegrare l’Unione Sovietica, è fondato sull’associazione comunismo = totalitarismo e sulla negazione della validità storica alla categoria del comunismo. E dato che questa categoria aveva affascinato per un secolo centinaia di milioni di uomini e donne di tante generazioni, non potendosi confutare il fatto che personaggi comunisti hanno lasciato una grande impronta non soltanto nella storia sociale, ma anche in ogni ramo delle attività creative del pensiero e dello sport, ecco pronta per i militanti comunisti l’antica classificazione tra cattivi e buoni; La maggior parte dei comunisti, trattati come cattivi, come orchi, dirigenti freddi e spietati, la minor parte come ingenui visionari, manipolati o bistrattati dagli orchi del potere statale o della gerarchia di partito.

Ma ritorniamo a Pane e Libertà ed al suo personaggio, Giuseppe Di Vittorio.

Gran parte delle due puntate è dedicata agli accadimenti familiari, mentre i fatti politici che hanno segnato la militanza del leader storico della CGIL rimangono in secondo piano od in ombra oppure completamenti assenti. Come è ad esempio l’adesione al Partito comunista, la sua lotta clandestina durante il fascismo e la sua formazione politica, come quella degli altri confinati, attraverso lo studio del marxismo, del leninismo, dell’economia politica e della politica economica che si applicava in Unione Sovietica, fino a diventare segretario generale della CGIL.

Dell’Unione Sovietica si fanno alcuni brevi riferimenti per dileggiare Stalin e l’Internazionale Comunista sia sul “socialfascismo” e sul “patto di non aggressione”, senza gli opportuni approfondimenti storici, limitandosi ad alcune generiche affermazioni didascaliche, contrapponendo il Di Vittorio “indignato” al “cinico” Togliatti pronto a giustificare tutto. Certo le divergenze o le differenze di posizioni nell’Internazionale su questi fatti vi furono e vi furono anche quando fu richiamata la politica dell’alleanza antifascista ed antinazista, al tempo della guerra di Spagna. Ma se, se ne vuole parlare, bisognerebbe dare al pubblico la corretta informazione storica, seppur sintetica, e non propinargli slogans di comodo.

Nella fiction si dimentica altresì il ruolo di DI Vittorio nell’organizzazione della Resistenza, come pure nelle occupazioni delle terre (si fa solo un accenno e di rimando si presenta il personaggio pronto a dimenticare e perdonare i soprusi e le pene corporali subite dai campieri degli agrari, proprio mentre incalzava la lotta di classe!) e nei grandi scioperi per la difesa del lavoro nelle grandi e medie fabbriche del Nord, segnati da decine di lavoratori caduti come a Modena nel 1953. Della liberazione dell’Italia e dell’Europa si mette in evidenza solo la presenza delle truppe, dei carri armati e delle bandiere americane; mentre, come anche nel film di Benigni, La vita è bella, non vi è traccia della grande offensiva delle truppe e dei carri armati sovietici per sconfiggere il nazi-fascismo e liberare i prigionieri dai campi di concentramento. Ricordiamo che gli americani arrivarono a liberare solo il campo di Dacau, tutti gli altri campi, a partire da Auschwitz, furono liberati dai sovietici e la cosa vergognosa nell’informazione RAI e nei discorsi dei politici di casa nostra è che in occasione della shoà, che si ripropone ogni anno il 27 Gennaio, proprio nell’anniversario della liberazione del campo di Auschwitz, spesso non si ricordi il sacrificio dei soldati sovietici ed il fatto che furono loro a liberare i campi di concentramento e più di metà dell’Europa. O quando lo si ricorda si dice che è stato un fatto effimero perché “è arrivata una nuova dittatura” come nella fiction su Perlasca.

Non è mancato, naturalmente, di mettere in rilievo l’entrata dei carri armati russi a Budapest e quindi la riproposizione della contrapposizione tra Di Vittorio e Togliatti. E’ vero, in una prima fase, la posizione di Di Vittorio e quella di Togliatti scaturivano da diverse angolazioni di lettura degli avvenimenti; ma da ciò non si può sentenziare la “netta opposizione di Di Vittorio” alla presa di posizione dei Partiti comunisti, in quanto Di Vittorio, per mantenere l’unità della CGIL, ha dovuto mediare con la posizione di una parte della corrente socialista nel sindacato.

Tutte le fiction che la RAI ha mandato in onda, dunque, contengono un messaggio “rivoluzionario” per le nuove generazioni di studenti e per gli anziani che si vogliono acculturare: non andate a leggere libri di storia, freddi, noiosi, anche se corredati da fotocopie di documenti e fotografie, roba da perditempo, posatevi tranquillamente su un comodo divano davanti il televisore e vedrete una “storia” vivamente interpretata come strumento di “moderna qualità didattica”.

Mi permetto aggiungere: uno strumento didattico per propagandare l’ideologia delle classi dominanti. Come mi è capitato di scrivere altrove, nell’attuale momento storico la classe dominante, prima di imporre la sua volontà d’imperio con la forza, vedi le guerre imperialistiche, cerca di affermare il suo dominio ideologico con la demagogia sui “diritti umani” o meglio con la manipolazione di quei diritti umani, sanciti in ogni Costituzione, scaturita da un movimento popolare, a partire dalla presa della Bastiglia. Il diritto dell’uomo e della donna all’indipendenza economica tramite il lavoro, il diritto alla salute, alla fruizione dei beni comuni, alla libera espressione ed organizzazione si è trasformato con l’insistente propaganda dei mass media nel diritto alla libera circolazione dei capitali, delle merci e dei professionisti del capitale. Chi vuole modificare questa nuova impostazione per regolamentare le relazioni sociali e di scambio viola i “diritti umani”. E’ vero, la libertà di parola è praticata nei paesi difensori dei nuovi diritti umani ma è tollerata fino a quando non è offensiva alle regole della classe dominante. Per farla breve, la nuova versione dei diritti umani, i nuovi regolamenti, le fiction rappresentano il nuovo canto delle sirene, che a differenza di quello mitologico che interessava solo i naviganti, questo rappresenta una trappola mortale per i popoli di tutto il mondo.

Giuseppe Amata

mercoledì 1 aprile 2009

Quelli che: condizionare non si fanno


In Francia la classe operaia non va in Paradiso, ma almeno non va a cantare in coro "Meno male che Sarkò c'è"... La "ggente" comincia finalmente ad incazzarsi di brutto, e i grandi dirigenti coi milioni di euro di bonus che si sono assegnati da soli cominciano a vedersela brutta. Da noi, "business as usual"...



Berlusconi si è accorto che c'è la crisi! - Meglio tardi che mai... "...c'è stato un incontro molto approfondito sui temi del lavoro che comincia a venire meno a seguito di una crisi che investe tutto il mondo. Le previsioni sono negative e si parla di 20 milioni di posti di lavoro in meno entro il 2010. C'è una grande preoccupazione..." L'incontro con i ministri del lavoro del G8 deve aver chiarito le idee al premier Silvio Berlusconi sull'entità della crisi economica in atto dopo che solo pochi giorni fa continuava a ripetere agli italiani di essere ottimisti e ai media di non drammatizzare la situazione.
(Tafanus)

Considerazioni su "Sodoma e Gomorra"

Preso da: Lilith Sophia 1 X 06
Visita il sito: www.lilithsophia.it

Benvenuti sul mio Blog

Non criticatemi, cerco soltanto di passare il tempo e, mostrare il mio "indirizzo" politico (politica, la cosa più sporca che esista al Mondo).
Masaghepensu (Ma se ci penso)

appello fini travaglio


Lino Giusti,Luigi Morsello,Daniela,Botolo,Ramona,Andrea Camporese,Tapelon,Farfallaleggera,

Masaghepensu

Masaghepensu
Non più giovane ma non (ancora)decrepito, sono soddisfatto della mia Vita e non domando altro

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